7.8.06

Il Collezionista di Okki

Un uomo gigantesco e dalle sembianze mostruose vive rintanato da anni in un albergo abbandonato e ormai in rovina. È Jacob Goodnight, psicopatico: convive con una piastra metallica conficcata nel cranio e le sue unghie sono affilate, taglienti, capaci di strappare gli occhi delle sue vittime, che poi vengono conservati in vasi di vetro. Jacob vive in isolamento da tempo, preda dei suoi incubi, fino a quando al Blackwell Hotel non irrompe un gruppo di piccoli delinquenti, costretti a svolgere mansioni di pubblica utilità; i ragazzi sono accompagnati dal poliziotto che quattro anni prima aveva sparato a Jacob, ferendolo alla testa. Quando uno dei giovani viene rapito dal killer, e sulla sua sorte regna l’incertezza, gli altri dovranno lottare per la propria sopravvivenza contro la furia e la follia che albergano nella mente di Jacob. Uno dopo l’altro conosceranno il terrore: il loro carnefice vede il peccato negli occhi delle sue vittime, e la sua missione è quella di estirparlo...
Ascolta una cosa caro Jacob, era decisamente meglio se invece di estirpare i pekkati, estirpavi il palo dal culo di tutti gli attori del film!! Lollissimo!!
Che dire di questo filmetto: quando inizia e ti ritrovi a guaradre 4 patonze che in teoria sono delle carcerate, ti viene da dire "cazzo vado in galera subito!!!", poi arrivano i 4 maskietti supertruzzi e l'ormone scende un po', ma comunque continui a chiederti come mai in America in galera ci vanno i fighetti e le fighette, mentre da noi se fanno un servizio sulle carceri, vedi delle facce che ti si stringe il culo solo al pensiero di essere in cella con uno dei tizi inquadrati...
Poi se non bastasse gli 8 galeotti (mhuahahhahahah) insieme a due pulotti scemi, finisco in questo albergo a fare le pulizie... Ma che cosa cazzo pulisci! L'albergo è fatiscente, tutto rotto, sporko con topi e pantegane spaparanzati ovunque e questi con una scopetta e uno straccetto voglio pulire tutto... Bravi gli sceneggiatori!!! Bella idea dimmerda!
Però quando finalmente Jacob entra in scena, cominci a godere un po' e sei veramente felice che uccida tutti in modo atroce, tanto ti stanno sul cazzo i galeotti e i pulotti scemi.
Anche perkè i dialoghi fanno di tutto per farteli stare ankora più sulle palle. Inutili, dannosi celebralmente e assolutamente senza senso.
Però ci pensa Jacob ad aggiustare tutto, uccidendo, mutilando, spakkando ossa e culi!!! Aleeeeeeeeeeeeee!!!!
Poi arriva il finale, neanche tanto male, ancke se un po' scontato e all'arrivo dei titoli di coda ti senti comunque soddisfatto, perkè almeno hai visto morire un po' gente che ti stava sulle palle e in modo truculento! :)
Pollice mezzo va, sarò generoso.

11.7.06

Silent Hill

Trama: una giovane donna, Rose, è alla disperata ricerca della figlia scomparsa nella deserta e spettrale cittadina cittadina di Silent Hill...
Svolgimento: si prende il 50% della storia del primo episodio videoludico uscito anni fa sulla Playstation, lo si miskia con il 35% del secondo episodio, una spruzzata del terzo e quarto e il gioco è fatto! Abbiamo ottenuto una cagata perfetta.
Non sono assolutamente d'accordo con tutti quelli che hanno scritto nelle loro recensioni, che ho letto in internet, che il film sarebbe stato apprezzato solo da quelli che hanno giocato con i videogame. Io ci ho giocato e il film mi ha fatto skifio lo stesso. Perkè? Perchè comunque per pur curato che sia e nonostante un impatto visivo sicuramente destabilizzante sia all'inizio, sia quando Silent Hill cambia "pelle", manca sostanzialmente del fattore più importante per un film: una trama interessante.
Tutte le scene sono slegate fra di loro, la protagonista trova i vari oggetti che le servono come nel videogame, in ordine perfetto, in modo da poter essere utilizzati nella scena successiva, i personaggi secondari entrano ed escono senza lasciare traccia e senza che nessuno si degni di spiegare chi cazzo sono. Tutto come nel gioco. Il problema è che mentre giochi con il joypad in mano, seduto davanti alla tv al buio e controlli tu il personaggio, sparando, skivando i mostri e risolvendo gli enigmi, ti diverti, ti spaventi ed entri in Silent Hill. Guardarlo fare ad un altro senza muovere un dito è francamente frustrante.
Pollice verso. Pekkato, credevo molto nel film quando avevo visionato il trailer tempo fa.
P.S. L'unica cosa che ho veramente gaduto sono stati un paio di momenti splatter veramente ben fatti.

4.7.06

American Dreamz

Martin Tweed (Hugh Grant) è il conduttore/ideatore della più famosa e importante trasmissione del mondo: American Dreamz. Tutto il mondo cerca di partecipare alal sua trasmissione, tutti vogliono entrare nel mondo dorato della tv e lo vogliona fare attraverso questa trasmissione. Una giovane ragazza di provincia Sally Kendoo (Mandy Moore), che non si fà scrupoli di utilazzare il suo ex ragazzo tornato dalla guerra in Iraq, come pretesto per essere mata dal pubblico, un rabbino rapper, che manda affanculo tutti senza distinzione e razza, un musulmano che venuto in America a trovare gli zii, dovrà decidere se farsi saltare in aria dopo aver stretto la mano al presidente.
Tutto in funzione della finale, tutto per diventare i re di American Dreamz. Ovviamente ad ogni personaggio capiteranno varie peripezie che trasformeranno la loro vita di male in peggio.
Che dire di questo film, speravo che fosse un buon film, un qualcosa che mi rimasse impresso e invece è scivolato via senza lasciare traccia. Hugh Grant è si antipatico, ma alla fine non così stronzo, la tipa è troia, ma poi... L'arabo, nonostante l'odio verso l'america, è dotato di coscienza profonda. Poi c'è la figura del presidente degli stati uniti che dovrebbe suscitare ilarità e invece è talmente troppo stupido che ti fa un po' pena e tenerezza.
Il finale non è male e sicuramente la satira sull'esercito di "zombie" che sta in tv o che vive per la tv è divertente, però tutto sommato questo film non mi è piaciuto.
Pollice verso, un'occasione sprecata.

Shutter

Nel buio di una strada desolata, Jane e Tun investono inavvertitamente una donna. Fuggendo dal luogo dell'incidente, i due fidanzati decidono di abbandonare il cadavere in mezzo alla strada. Quindi fanno ritorno a Bangkok, sperando di dimenticare quell'incubo il più presto possibile. Ma dopo quella tragica notte la loro esistenza non sarà più la stessa...
Parte bene questo film, ti mette addosso una certa tensione emotiva e una certa curiosità dovuta la fatto che a poko a poko il fantasma si inserisce in quasi tutte le foto che Tun scatta a matrimoni e lauree. Poi però dopo circa 40 minuti, all'ennesimo BUUU sonoro (tutti telefonoti fra l'altro) cominci a spazientirti e l'attenzione scema quasi subito. Un peccato visto le premesse, ma francamente da metà in poi mi sono un po' rotto le palline. La trama si inkasina un po', alcune scene sembrano messe un po' li così a pippa de cocco e quando arriva il finale un sospiro di sollievo non te lo toglie nessuno. Unica scena veramente degna di nota è quella nello studio fotografico di Tun, dove la luce si spegne e solo i flash intermittenti delle makkine fotografiche illuminano il fantasma che insegue, tocca, e spaventa Tun. Un po' pokino secondo me.
Ne avevo letto bene, ma alla fine s'è rivelato la solita boiata.
Pollice verso.
P.S. Un ultima cosa: basta e dico basta ai fantasmi coi capelli corvini che si muovono tutti strani e che camminano sul soffitto, basta.

28.6.06

La Cura del Gorilla

Sandrone detto Gorilla è un ragazzo che soffre di sdoppiamento della personalità: una bonaria cialtrona e ironica e l'altra razionale, fredda e violenta. A causa di una forte insonnia, Sandrone decide di lavorare come investigatore privato senza licenza, attività che si concilia perfettamente con la sua vita notturna...
Questo film è assolutamente sorprendente, considerando poi la sua origine Italica. Ti aspetti un film per famiglie con Bisio che fa un po' lo scemo e così via e invece già dalla prima scena capisci che non sarà così. Vedere il protagonista(Bisio), riverso a terra e tutto insanguinato alle prese con un assassino che cerca in tutti i modi di ucciderlo, sicuramente sconvolge un po'.
Cos' cpisci che non sarà una pellicola per famigliole, ma che anke un noir italiano può essere interessante e divertente.
Poi nel film entrano anke una sempre bella Stefania Rocca, Bebo Sorti, in una parte sicuramente non facile per lui e Ernest Borgnine, che riesce con la sua simpatia e il suo italiano sconsclusionato a strappare più di un sorriso. Il film si regge su una trama, non proprio originalissima, ma raccontata e filmata in maniera esemplare, tanto che quando arrivano i titoli di coda non vorresti che il film finisse.
Non è sicuramente un capolavoro, ma consiglio la visione a tutti quelli che, come me, non credono che un film italiano possa rivaleggiare con i noir americani.
Pollice alto, complimenti.

UltraViolet

Nel tardo ventunesimo secolo una parte della popolazione umana si è evoluta geneticamente grazie agli effetti di un male simile al vampirismo che ha donato loro maggiore velocità, forza e capacità intellettiva. Isolati dalla società degli uomini "normali", che li guarda con sospetto e paura, questi malati-potenziati sopportano sempre meno le discriminazioni che vengono inflitte loro e in molti gridano alla rivolta: l'intero mondo è sull'orlo della guerra civile. In mezzo a questa quasi-guerra si muove Violet, un'infetta-potenziata che ha ricevuto il compito di distruggere l'arma definitiva degli umani contro i semi-vampiri. Ma non tutto andrà come dovrebbe...
Soprattutto è il film stesso che non va proprio. Una fotografia scintillante, ci mostra Violet e il suo mondo come un caleidoscopio di colori, ma mostra anke impietosa tutti i limiti della pellicola. La troppa perfezione della luce e delle immagini mette a nudo gli orribili effetti speciali, da videogioco di serie B, non riesce a nascondere tutte le scene che sono evidentemente girate con un Blue-screen, con gli attori che tremolano rispetto al fondale. L'unica cosa che la fotografia riesce a afre egregiamente è mettere in risalto il culo della Milla, il che non è male, ma diciamocela tutta, non basta assolutamente.
Scene d'azione confusionarie e noiose, trama insulsa e patetica e mi ripeto, effetti speciali completamenti inadeguati. Mi spiace per Kurt Wimmer (Regista di Equilibrium, che fra l'altro non mi era dispiaciuto) e anke per la Milla, che ormai non riesce più a fare un film senza dover mettere in evidenza il culo e senza combattere come un'ossessa. Mah!
Pollice verso in maniera assoluta.

27.6.06

Thumbsucker - il succhiapollice

Il tentativo di liberare Justin dalla fastidiosa abitudine di succhiarsi il pollice getta nel caos tutte le persone che lo circondano... Justin è un perdente. Justin si sukkia il pollice quando nessuno lo vede. Justin non è capace di parlare con gli altri. Justin però non è stupido, anzi, solo soffre di una repulsione evidente verso le altre persone.
A scuola è un disastro, ha solo un amico, scemo fra l'altro e la sua unica amica sembra non cagarlo più di tanto. In famiglia non va poi meglio: la mamma è innomarata di un attore tv, il babbo la cazzia in ogni dove e il fratellino rompe le palle.
Uao! Grande Justin! La vita ti sorride : )
Un giorno poi dopo una vakkata di Justin, i genitori e Justin stesso vengono convocati a scuola dalla direttrice e dal professore per capire qual'è il problema del protagonista. E così come per magilla, trovano la cura e Justin comincia ad impasticcarsi allegramente e diventa un genio pazzesco che vince un sacco di premi in scontri verbali con altri suoi coetanei (gli americani fanno gare su tutto...).
Poi scopre che le pillole che prende sono a "3 molecole " dall'eroina e allora smette e comincia a fumare le canne. Alè!
Il suo pusher diventa l'amichetta sopracitata che lo utilizza anke come sex trainer e poi lo molla come una scoreggia...
Infine il buon Justin riesce a rimettere a posto sia la sua vita che quella della sua famiglia e viene accettato in una università di New York e parte per questa nuova avventura con rinnovata determinazione.
Che dire di questo film, non è che sia brutto è che non mi ha lasciato granchè quando sono apparsi i titoli di coda. Non è un comico, ma nemmeno un drammatico. E' solo la semplice storia di un ragazzo e magari per molti è più che sufficente.
Pollice verso secondo il mio giudizio, ma credo che una visione sia comunque da prendere in considerazione.

The Dark

La famiglia di Adelle (Maria Bello) sta cadendo a pezzi; dopo la separazione dal marito James (Sean Bean) vive con la figlia Sarah (Sophie Stuckey), ma le due non vanno molto d'accordo. Adelle decide quindi di andare a traovare James in Galles, insieme a Sarah, nel tentativo di riallacciare i rapporti con il marito dal quale è separata. La vecchia fattoria in cima alla scogliera nella quale i tre si ritrovano sembra il luogo adatto per riunirli. Ma i peggiori incubi di Adelle si materializzeranno quando, a pochi giorni dal loro arrivo nella nuova abitazione, Sarah cade dalla scogliera e viene tragicamente portata via dalle onde e trascinata negli abissi, nonostante i disperati tentativi della madre di salvarla. E mentre James si mette a capo delle ricerche per trovare il corpo di Sarah, Adelle in preda ai sensi di colpa, è ossessionata da oscure apparizioni della figlia. Tra antiche leggende e la comparsa di una misteriosa bambina, c’è la lotta di una madre che è pronta ad affrontare l’abisso delle sue paure per riavere la propria figlia indietro. Ma prima dovrà fare i conti con un universo parallelo, un terra dalla quale si torna solo sacrificando una vita e dovrà immergersi in The Dark...
Credetemi mi sono armato di tutte le migliori intenzioni prima di vedere sto film. Avevo letto recensioni che ne elogiavano l'ottima riuscita, sia dal lato visivo che da quello emotivo.
Bene, il film fa cagare. Non c'è tensione, ci sono i soliti BU per spaventare e la storia si ingarbuglia su se stessa e non si lascia comprendere bene.
Unica cosa bella è il finale, anke se i colpi di scena sono un po' troppi e un po' troppo ravvicinati per essere apprezzati appieno.
Mah non so proprio cosa ci hanno visto gli altri per aver fatto recensioni così positive.
Pollice verso, pekkato.

26.6.06

Dirty Love

La moderna Cenerentola Rebecca, tradita dal fidanzato, s'imbarca in un'avventura alla ricerca del vero amore seguendo le indicazioni di una profezia...
A - I - U - T - O !!!!!!!!
Io non ci credo.
Questo è probabilmente il peggior film che io abbia mai visto, sinceramente. Sorpassa anke le produzioni più infime.
Scritto da Jenny McCarthy, e già qui si capisce tutto, è una pantomima continua di situazioni assurde e con un humor talmente scontato e volgare da far accopponare la pelle.
Non c'è nulla che si salva, nemmeno le zinne della Jenny.
Spulciando per internet ho scoperto che questo film ha vinto i seguenti premi:
cito "...tra i numerosi orrori prodotti da Hollywood nel 2005 e prontamente puniti con una nomination dalla spietata giuria dei Golden Raspberries, quello che oggi viene incoronato come più indecoroso film dell'anno è senza dubbio Dirty Love, opera scritta e interpretata dalla bionda ex playmate Jenny McCarthy. Per questa gemma ci sono il Razzie per il peggior film, quello per la peggior regia, quello per la peggiore sceneggiatura e naturalmente quello per la peggiore attrice alla povera Jenny..."
Un tironfo puro e semplice, complimenti.
Pollice morto......

Ichi The Killer

Premessa: Il film l'ho visto in japponese sottotitolato in italiano, quindi non cercatelo in Ita, non esiste.
Il boss Anjo sparisce dopo aver rubato 100 milioni di yen alla sua gang; i membri di quest'ultima, guidati da Kakihara, iniziano una sanguinosa caccia. Le gang rivali, preoccupate dai metodi di Kakihara, scatenano contro di lui una guerra: il più temibile assassino alle loro dipendenze è Ichi, un killer psicopatico con un oscuro segreto proveniente dalla sua infanzia...
Disturbante, assolutamente disturbante.
Diciamolo subito che questo Ichi The Killer è un buon film, un concentrato di violenza, sesso e perversione come non ne vedevo da tanto tempo.
La violenza è visivamente opprimente, Takashi Miike (Il Regista), non la nasconde assolutamente, anzi la sbatte in faccia allo spettatore in tanti modi diversi e sempre in crescendo.
Ichi, il killer, è un ragazzo con tantissimi problemi e che si eccita solo mentre taglia a pezzi la gente, eiaculando mentre compie le sue uccisioni. Kakihara il suo antagonista, invece, cerca il boss Anjo solo perkè gli mancano le torture che solo il capo riusciva ad infliggergli, nei modi più disparati e dolorosi, ma che provocavano in Kakihara estremo piacere.
Tutto il film e impregnato di quella lucida ironia, che solo i Jappi riescono a mettere anche in scene assolutamente destabilizzanti epr violenza e perversione.
Un grande film quindi? Tutto sommato il giudizio è positivo, anke se per riuscire a comprendere bene il tutto dovrei riuscire a vederlo in italiano, in quando per leggere i sottotitoli a volte si rischia di perdere frammenti di immagini, oltre che il tono vocale, che donano ai dialoghi quelle sfumature che permettono di fruire completamente del film.
Pollice alto comunque.

Hot Movie

Julia è un’inguaribile romantica che ha incontrato finalmente l’uomo dei suoi sogni, l’inglese Grant Fockyerdoder. Ma prima di poter avere il loro “Grasso Grosso Matrimonio Greco”, dovranno passare per “Ti Presento i miei”, avere a che fare con un “The Wedding Planner” e Julia dovrà vedersela con la migliore amica di Grant, la bellissima Andy che tenterà di far fallire “Il Matrimonio del Migliore Amico” ecc ecc.
Lo sapevo.
Era palese sin dal principio che questo film si sarebbe rivelato una vakkata di proporzioni cosmike.... e infatti l'istinto non sbagliava.
Io posso capire che avere idee geniali su come prendere in giro le varie commedie sentimentali non sia una cosa semplice, ma non riuscire a mettere insieme e a legare, con un minimo di coerenza narrativa, tutte le immagini che scorrono sullo schermo mi sembra imperdonabile, anke per un film vakkata come questo.
Si ride pokissimo, se non per niente, volgarità messe li a caso senza alcun senso, un'ora e mezza stiracchiata per i capelli, con inserimenti assolutamente fuori luogo di Kill Bill e Il signore degli anelli.
E per finire in bellezza, il finale, ricalca pari pari i vari finali di tutte le commedie romantiche prese in giro. Ecchecazzo almeno su quello potevano spremersi un po' le meningi...
Pollice verso, assoluto e inrevocabile.

15.6.06

American Psycho

New York, fine anni ‘80. Patrick Bateman (Christian Bale) è un broker a Wall Street. Ha successo, ma altri ne hanno di più. È un bell’uomo, ma altri lo sono di più. Ha gusto, ma altri ne hanno di più. Patrick Bateman è insoddisfatto della propria vita, è un frustrato e questa frustrazione la esterna di notte, quando si vendica dei presunti torti che ha subito durante il giorno facendo scorrere il sangue di chi glieli ha fatti! Fino a quando... non posso dirvelo se no vi rovinerei il film.
Chiariamo subito una cosa, il film nel suo insieme non è malaccio, solo che a me non è piaciuto. Ci sono gli attori giusti (anche se Bale è un po' troppo mono espressivo), l'atmosfera è creata bene sia dalle scenografie (appartamenti e uffici asettici e immacolati in contrasto con la skizofrenia delirante di Bateman), dalle luci con un'ottima fotografia (così mi ha detto un'amica che ne sà :) ), sia dalle scelte registiche. I dialoghi sono abbastanza "intelligenti", a parte qualche viaggio mentale di Bateman su alcune canzoni di fine anni '80 dei Genesis, Whitney Houston e Huey Lewis & the News, che sembrano più pubblicità gratuita che vere scene integrate nel film.
Purtroppo però quando il film è giunto alla fine e sono cominciati a scorrere i titoli di coda, mi sono un chiesto cosa mi avesse lasciato la visione. Bè decisamente nulla e questo credo sia la cosa peggiore per un film.
Pollice verso, ma potrebbe piacere....

8.6.06

Blessed - il seme del male

Una coppia desidera disperatamente avere un figlio ma sfortunatamente la moglie non e' fertile e gli sposi non possono sostenere le spese dei trattamenti medici necessari ad aiutarla a concepire. Una misteriosa clinica della fertilita' le offre cure gratuite. In poco tempo la donna resta incinta di due gemelli ma comincia a sospettare...
E vai altro giro altro "horror" del cazzo...
Non chiedetemi perkè lo visto, non saprei rispondervi. Anke se una qualche ragione plausibile deve esserci. Credo per il fatto che non fosse una produzione low budget e che i due attori principali li conoscevo. Lei, la mamma, è Heather Graham, un'attrice di discreto successo con alle spalle alcuni film belli quali, la vera storia di Jack lo squartatore, Killing me softly, Bowfinger.
Lui, il babbo, è James Purefoy, visto in film non di grido ma comunque conosciuti quali George and the Dragon, La fiera delle vanità, Resident Evil.
Bene, nonostante il budget discreto e gli attori conosciuti il film è una noia mortale. Non succede nulla per un'ora e venti minuti, tutto si trascina stancamente, fra la pancia di lei che si ingrossa, i due che litigano per le paranoie di lei e lui che si gode un successo inaspettato come scrittore.
Poi ad un tratto appare Andy Serkis (diventato famoso per aver dato le movenze a Gollum nella trilogia degli Anelli), che in due scene cambia il film, in peggio, cerca di ammazzare lei, perkè porta in grembo satana, non ci riesce, allora si butta nella clinica con la jeep, si dà fuoco e poi sparisce. Lei partorisce in ambulanza e lui mentre è li con lei e l'assiste riesce a dire un "oddio!" appena l'infermiera fa nascere i bambini, poi schermo nero....
E tu dici "bè e quindi?". Si riapre la scena su una strada di New York, 4 anni dopo.
C'è il compleanno delle gemelle, si sono due femmine, c'è la festa a casa dei due tizi, con tanti bambini ecc ecc. Tutti sembrano felici, ma poi un bimbo rompicazzo comincia a dare fastidio alle due gemelle, che con uno sguardo assassino (da matt...) lo ammazzano facendogli andare di traverso un kikko d'uva. Allora i due genitori si guardano con uno sguardo di terrore (si va bè...) e il film finisce così.
Bah! Ditemi voi se si può fare un finale coì. Lo so ho spoilerato tutto, ma così almeno vi evito di guardarlo.
Pollive verso, ovunque.

6.6.06

Memories

Come un gioco di scatole cinesi, Memories si snoda attraverso l’immaginazione di tre autori che fanno capo a Katsuhiro Otomo, genio dell’animazione, autore di un kolossal quale Akira. Memories è composto di tre episodi, legati dal finale che si inserisce nell'episodio successivo. Il primo episodio, diretto da Koji Morimoto e tratto da un racconto breve dello stesso Otomo, è un evidente omaggio a Kubrick e a 2001: Odissea nello spazio. Il secondo, diretto da Tensai Okamura, è una divertente rappresentazione della paranoia sul terrorismo e sulle armi batteriologice. Il terzo episodio, girato ed inventato da Otomo, rappresenta la giornata tipo di una città il cui unico scopo è cannoneggiare un nemico di cui non si sa niente. Il primo Memories s’inserisce nel secondo come semplice programma tv, mentre il secondo (Stink Bomb) come sogno di un bambino, personaggio del terzo (Cannon fodder). Sono tre episodi apparentemente slegati fra loro, ma è evidente come il tema portante dell’intero film, è l’esame, ora divertito, ora drammatico, degli aspetti più insensati dell'uomo. Le sfaccettature, i problemi, le paranoie, i sogni e la paura.
I tre episodi si differenziano per lo stile di animazione adottato e per il caracter design completamente differente fra un episodio e l'altro.
Devo dire che avevo sentito parlare molto bene di questo progetto e che sono un estimatore di Otomo per via del sempre mitico Akira.
Questa volta però non mi sono divertito un granchè a guardare Memories: l'unico episodio che mi è veramente piaciuto è stato il secondo (Stink Bomb), dove la vena comica del tutto mi è molto piacuta. Per gli altri due sono rimasto emotivamente distaccato da quello che ho visto.
Un pollice mezzo se lo merita, ma mi aspettavo qualcosa in più.

5.6.06

Il Ritorno dei Pomodori Assassini

La storia vede una ragazzo sfigatissimo che si innamora di una "bonazza" che fa da serva ad un folle scienziato che ha in mente di riportare alla ribalta i temibili pomodri rivoltosi! Il tizio ha inventato un macchina in grado di dare sembianze umane agli ortaggi in modo da diffondere cosi' il male "pomodoroso" senza che nessuno se ne accorga. Ma il piano verrà sventato. John DeBello dirige con brio un film demenziale al massimo con un sacco di trovate assurde ed intelligenti al tempo stesso. Pubblicità occulte volutamente "sputtanate" (fantastiche!), ninja che irrompono nella scena senza motivi plausibili, un gobbo servitore del folle scienziato che sogna di fare il cinico cronista d'assalto (ed intanto si allena ad intervistare il suo orsacchiotto di peluche!). Insomma si ride abbastanza e a volte anke di gusto. Tutto sommato è stato divertente vedere questo film di fine anni '80, infarcito di situazioni, costumi e musiche di quel periodo. Ok la trama non c'è, gli effetti sono da casalinga svogliata e la recitazione è volutamente sopra le righe, ma alla fine della fiera è un film carino sotto tutti i punti di vista.
Un pollice mezzo non glielo leva nessuno, trashume allo stato puro!!!
P.S. Nel film recita anke un giovanissimo George Clooney agli inizi della carriera. Da non perdere per le fans che vogliono vedere tutto del loro bellone preferito.

Appleseed

Premessa: il film in Italia non è ancora uscito, io sono riuscito a vederlo in Japponese sottotitolato in Italiano, quindi non andate a cercarlo nei videostore, non c'è. E forse non arriverà mai, come succede spesso qui in Italia con i film d'animazione Jappo...
Siamo nel 2131. L'ultimo conflitto globale ha reso la Terra un deserto, e l'impossbilità di comunicazioni fa sì che alcuni soldati, ormai isolati, continuino a combattere una guerra conclusa. Deunan è una di loro, ma nonostante il suo addestramento e la sua tenacia, non riesce a difendersi dall'assalto di un misterioso mezzo volante. Persi i sensi, si risveglia in compagnia del suo ex-amante Briareos, che, per sopravvivere, è stato costretto a diventare un cyborb...
In sukko questa è la trama di Appleseed, storia partorita dalla mente di Masamune Shirow, grande fumettista Jappo ideatore anke di Ghost in the Shell e Dominion.
Il film si presenta in maniera maestosa. Già dalle prime scene si nota che ad una splendida computer grafica è stata associata la comune tecnica di disegno per i personaggi principali che sono tuttavia dotati di una tridimensionalità assolutamente splendida. Il tutto si muove in maniera egregia, con animazioni precisissime e scenografie dei combattimenti altamente spettacolari. I dialoghi fra i personaggi non sono mai banali e sono dotati di quella sorta di mistero criptato che solo Shirow riesce a mettere nelle parole.
C'è un problema però, dopo circa mezz'ora di buon ritmo il film si ferma e nella mezz'ora successiva si assiste solo a estenuanti dialoghi che alla fine appesantiscono in modo eccessivo la visione. Viene poko apprfondito, invece, il rapporto fra Deunan e Briareos, e su come Deunan percepisca il suo ex amante visto che ora è un cyborg. Nell'ultima mezz'ora comunque il film si rianima e riprende a correre veloce sulla strada dell'azione regalando momenti di vero godimento visivo.
Tutto sommato devo dire che mi aspettavo qualcosina in più sotto l'aspetto della trama e dell'approfondimento psicologico dei personaggi, ma comunque la visione è consigliata ai fan dell'animazione nipponica e a chi piacciono i film d'azione immersi nel futuro.
Pollice mezzo, perkè rimango convinto che potevano fare uno sforzo in più.
Comunque visivamente è uno spettacolo...

Mirror Mask

Helena è la figlia della direttrice di un circo e si divide tra la sua passione per il disegno e il suo lavoretto come giocoliere. Il giorno in cui la madre si ammala Helena si trova a dover fare i conti con la realtà. Ma quale è la "realtà"?
C'è forse un talismano che potrà svelarlo e ristabilire l'equilibrio perduto: la leggendaria Mirrormask.
Inizia così il viaggio di Helena, novella Alice nel paese delle meraviglie (ha anke le ciabattine a forma di coniglio bianco...), alla ricerca della Mirror Mask che può ristabiliere l'equilibrio fra i due mondi della luce e dell'ombra e permetterle di ritornare a casa...
Le prime cose che colpiscono in questo film sono i disegni, bellissimi, le animazioni, le scenografie (evidentemente tutte costruite in digitale, ma assolutamente ispirate e integrate perfettamente con i personaggi), i colori, la luce, la fotografia.
Tutto straordinario, senza dubbio, da rimanere senza fiato. Perfino i titoli di testa e di coda che ci vengono presentati, sono perfettamente in linea con il senso del film. Tutto ciò che di visivo ha da offrire questo film è decisamente d'effetto. Purtroppo però, il tutto, cade inesorabilmente sul lato della trama, che dopo un inizio tutto sommato discreto, si perde nella classica lotta fra bene e male e negli ancora più classici problemi adolescienziali della ragazza (carinissima bisogna dirlo).
Quindi tirando le somme possiamo dire che il primo lungometraggio di tale Dave Mckean (complimenti comunque) è paragonabile ad una bellissima torta confezionata ad arte e visivamente irrestistibile, ma dal sapore quasi nullo.
Pollice mezzo per incoraggiamento a proseguire su questa strada visiva, ma da integrare con un po' più di sostanza.

Cappuccetto Rosso e gli Insoliti Sospetti

I detective del mondo animale sono alle prese con un caso di violazione di domicilio da parte del taglialegna e di tentato sequestro da parte del Lupo, avvenuto nella casetta della nonna di Cappuccetto Rosso. Tutti vengono interrogati dal detective Gambe e tutti sembra che nascondano qualcosa di diverso da quello che vogliono far apparire...
Ormai i film in computer grafica spuntano come funghi. Non passa mese che una qualche nuova casa di produzione, sia americana che non, se ne esca con un film in CG tentando la scalata al mondo come hanno fatto Pixar e Dreamworks. E' abbastanza evidente come il fare un film di questo genere sia ormai diventato decisamente più economico ed è evidente che tutti i Tool che contribuiscono alla creazione del lungometraggio siano alla portata di molte più casa di produzione. Così la Kanbar ci propone questo film e diciamolo subito non è che faccia centro al primo colpo, anzi. Il film in se è carino, tecnicamente piuttosto valido e sufficentemente intrigante da non farti addormentare, ma manca totalmente di comicità. Non proprio totalmente, ma comunque personalmente ho riso pokissimo, solo quando è entrato in scena lo scoiattolo aiutante del Lupo. L'unico personaggio veramente riuscito di tutto il film. L'idea della trama in se era anke carina, ma purtroppo tutto si affloscia all'ennesima canzoncina. Non se ne può più di queste canzoncine idiote che non piacciono a nessuno! Basta! Non ci frega se la Disney le mette ancora, non ci piacciono!!! Almeno in Terkel in Trouble (altro film in Cg uscito poko tempo fa) le canzoni erano piene di parolacce, bè tutto il film ne era pieno e risultavano perlomeno sopportabili. Qui niente, solo canzoncine stupide, con dei testi in italiano assolutamente stupidi. Complimenti ai traduttori...
Pollice verso, l'unica cosa che vale la pena guardare è lo scoiattolo.

29.5.06

Death Tunnel

Evvai dopo i fasti di Shallow Ground qui sotto, mi sono sparato questo Death Tunnel, sono assolutamente certo di essere un masochista...
Il film fa cagare. Ne ho guardato 20 minuti, poi mi sono rotto e l'ho visto a velocità 5x, soffermandomi sui momenti topici. Non ci crederete, ma ho capito tutta la trama, ho visto le scene più "truculente" e ho risparmiato tempo, una figata!
L'unica cosa interessante davvero che ho scoperto è la storia, vera, del luogo dove hanno girato il film e ve la trascrivo qua sotto. Per via del film lasciate perdere, pollice verso.
"...L'unica cosa che fa davvero paura è l’autentica storia del Waverly Hills Sanatorium. Questo ospedale fu costruito intorno al 1910 con lo scopo di cercare una cura ai malati di tubercolosi, malattia che flagellava il Kentucky di inizio secolo. L’impresa era disperata in un’epoca in cui non esistevano gli antibiotici. I medici sperimentarono cure che peggioravano ulteriormente le condizioni dei pazienti, come introdurre palloncini nel torace o addirittura asportare alcune costole, nella credenza che i polmoni si sarebbero dilatati meglio.
La sinistra fama di questo luogo è dovuta anche ad alcuni fatti inquietanti, come una catena di misteriosi suicidi. Nel 1928, la capo infermiera si impiccò nella stanza 502. Nel 1932 un’altra infermiera si gettò da un balcone. Lavorava nella stanza 502.
Il famigerato tunnel della morte esiste davvero. Si tratta di un cunicolo sotterraneo lungo circa 150 metri, che collega l’obitorio con la ferrovia. Aveva il penoso compito di trasportare i cadaveri in modo segreto, lontano dagli occhi dei parenti e degli altri pazienti. I morti erano appesi in una stanza dotata di canali di drenaggio, e poi squartati per evitare la diffusione della malattia. La loro corsa terminava in fondo al tunnel. Questa crudele catena di montaggio era resa necessaria da un impressionante dato statistico: un morto ogni ora.
L’ospedale chiuse nel 1963, quindici anni dopo la scoperta della streptomicina. Purtroppo la tubercolosi aveva già ucciso 63.000 persone.
L’edificio è diventato una clinica per anziani chiusa nel 1982. È stato abbandonato definitivamente nel 2001. Dopo un tentativo di demolizione e le incursioni di vandali e teen-ager in cerca di brividi, il Waverly Hills Sanatorium è un rudere ancora più pauroso. Giace circondato da boschi su una collina isolata.
I guardiani sono stati testimoni di apparizioni inspiegabili e suoni misteriosi. In molti giurano di aver visto ombre scure correre lungo i corridoi. Talvolta si odono porte che sbattono e colpi improvvisi. Qualcuno ha notato un chiarore tremolante, come di un televisore acceso, provenire da alcune finestre..."

Shallow Ground - Misteri Sepolti

Perkè perkè mi devo martellare le palle da solo in questo modo perkè? Devo smetterla di guardare questi film del cazzo una volta per tutte. Il fatto è che questa volta non è totalmente colpa mia, insomma ne ho letto bene in una recensione su un sito attendibile e quindi mi sono fidato. Bella vakkata...
Cito la rece "...Incipit. Un ragazzo completamente nudo e coperto di sangue si aggira senza una meta precisa attraverso un bosco. Raggiunta una stazione di polizia, lo sceriffo ed i suoi collaboratori cercano di scoprire cosa gli sia successo. Flash. Una ragazza è incatenata ad un albero: è nuda e ha un profondo taglio sul torace ma è ancora viva e terrorizzata, in balìa di uno psicopatico. Lo sceriffo tenta di salvarla ma commette lo sbaglio di abbandonarla. E siamo solamente all'inizio. Da qui la vicenda diventa una lenta discesa in un incubo violento e allucinato..."
Se vabèn! L'unico allucinato ero io che non sapevo se guardare il film o togliermi i peli dal culo... ho guardato il film purtroppo.
Non un momento di tensione, trama scontata, attori di gomma ed effetti speciali da salumeria.
Capisco che il film sia low budget, ma porka di quella troia non si salva nulla... ah no una cosa si salva: un paio di tettine niente male, stop. E hanno avuto anke il coraggio di fare il finale aperto, per un possibile seguito... Non c'è più pudore alcuno...
Pollice verso e come dice la frase della locandina, "c'è qualcosa peggiore della morte...", si 'sto film demmerda e i coglioni come me che lo guardano...

25.5.06

H2Odio

Il progetto purificatore di Olivia e delle sue amiche di una settimana di dieta estrema in un isola sperduta, è abbandonata ben presto, di fronte alle dure difficoltà che si frappongono sul loro cammino...
Mi sto rincoglionendo. E' il secondo film italiano, dopo Piano 17, che vedo nel giro di poke settimane. Mah chissà cosa mi sta succedendo, oppure vuoi vedere che qualcuno, anke in Italia, riesce a fare dei film che mi intrigano e quindi decido di vedere? Ai post-it l'ardua sentenza comunque vediamo di parlare un po' del filmetto.
Il film parte decisamente bene, con lo sbarco delle 5 amiche sull'isola deserta, dove è situata la casa di Olivia (Chiara Conti) e già qui pensi, "...evvaiiiii le ammazza tutte fra atroci sofferenze, tanto non le sente nessuno!!!" e invece no.
Le amiche (amiche fino lì direi, si sputano addosso veleno tutto il tempo...) hanno deciso di fare una settimana di dieta a base di sola acqua per rinfrancare lo spirito e il corpo. Bella vakkata brave! Questo digiuno provocherà in Olivia, il ritorno dei fantasmi di un passato mai sepolto veramente e da qui alla pazzia il passo è breve...
Bravine le attrici, bella la regia, un po' disturbante la colonna sonora cmq azzekkata con il contesto. C'è solo un problema fondamentale nel film: non si capisce un cazzo di niente!
Nel senso che non si sanno bene le motivazioni della skizofrenia di Olivia, ma nemmeno si capiscono bene con l'andare del film, fra visioni, rumori strani, ancora visioni oniriche (fra cui una in cui compare anke Platinette...) che però invece di giovare alla comprensione, inkasinano tutto sempre di più. Così arriva il finale, di cui non vi dico nulla per non rovinarvi la sorpresa(mhuahahahah sorpresa si si come no...) e tu rimani un po' li con la faccia della mukka che guarda il treno fino a quando dopo il "the end" cosa ti esce fuori?
La spiegazione della "sindrome del gemello evanescente" di cui soffre ovviamente Olivia e che spiega tutti i suoi casini mentali.
Ah figa! Ma dico io metterlo all'inizio del film, così uno lo sa e capisce tante cose no è?
Pollice verso, ma con qualche attenuante nonostante tutto.

23.5.06

Bittersweet Life

Sun Woo (Lee Byung-hun) da sette anni lavora per una gang malavitosa, guidata dal boss Kang (Kim Yeong-cheol), fingendosi al lavoro nel ristorante La Dolce Vita. Un giorno Kang chiede a Sun Woo di eseguire un nuovo compito: starà fuori città per affari alcuni giorni e vorrebbe affidargli la custodia della giovane fidanzata, Hee Soo (Shin Min-a, dov'è che l'ho già vista...), visto che è l’unico di cui si può fidare ciecamente, ma un tradimento richiederà una violenta vendetta...
Mi piacciono i film Jappo-Coreani, mi danno sempre un senso di freschezza che il cinema di Holywood mi sembra aver perso un po'. Così dopo i tre film sulla vendetta del regista Park Chan-Wook (Sympathy for Mr. Vengeance, Old Boy e Lady Vendetta), un altro regista Koreano (Kim Ji-woon) si cimenta con questo sentimento. Bisogna ammettere che il film è veloce e intrigante, i dialoghi non sono per niente banali e la storia di sottofondo è fondamentalmente un inno all'amore e a quello che può far scaturire in qualsiasi persona, anke in chi fino a quel momento aveva pensato solo ad uccidere e a obbedire ciecamente al capo. Il cast è ben assortito, le voci di doppiaggio sono azzekkate, sopratutto quella del protagonista doppiato da Luca Ward, le scenografie belle, la colonna sonora adeguata, ben fatta e particolare e la regia di ottima fattura. Unico appunto personale, anke se ne comprendo il motivo, è l'eccessiva resistenza ai colpi di Sun Woo. Ok tutto, ma minkia un superuomo sei!!!
Pollice alto, mi è piaciuto proprio tanto, si si!!!

17.5.06

Scary Movie 4

L'adorabile, ma poco perspicace, Cindy Campbell e la sua amica egocentrica e ninfomane Brenda, questa volta affiancate dal bello-ma-stupido Tom Ryan, combattono insieme per salvare il mondo da una brutale invasione aliena...
Quarto episodio della dissacrante serie di film che prende in giro i film famosi e i personaggi famosi. In questo nuovo episodio ce nè per tutti: da Saw alla Guerra dei Mondi, da The Grudge a Brokeback Mountain, da The Village al presidente degli Statu Uniti più interessato alla storia di una paperella che alle sorti della propria nazione. Gli autori di Scary Movie 4 non risparmiano proprio nessuno, il regista fa il suo lavoro, gli effetti speciali anche e gli attori svolgono degnamente il compito senza eccedere troppo. L'unica cosa su cui la produzione ha risparmiato sono i momenti comici veri. Mi spiego meglio: non che guardando il film non si rida, ci sono alcune scene belle, alcuni dialoghi carini e divertenti, ma quando per l'ennesima volta ti ritrovi un patonza scureggiante (alla Boldi in un qualsiasi dei "Vacanze del mio culo 1278") diciamo che mi sono cadute un po' le braccia. Comunque ribadisco, il film non è brutto è solo che forse mi aspettavo qualcosa di più.
Pollice mezzo per stavolta, ma se Scary Movie 5 sarà ancora così diciamo che il voto sarà decisamente più basso.

14.5.06

La Casa del Diavolo

Piccola premessa: per chi non lo sapesse questo lungometraggio è il seguito del film La Casa dei 1000 corpi, opera prima del regista, nonchè cantante, Rob Zombie. Quindi se vi ha fatto schifo il primo film, vedetevi il secondo, perkè stavolta è andata decisamente meglio...
Messi in trappola nella loro casa isolata dallo Sceriffo Wydell e da una squadra di uomini armati, la famiglia Firefly si ritrova una mattina con le armi puntate contro, e Otis e sua sorella Baby si danno da fare per fuggire illesi dallo sbarramento di fuoco dei proiettili. Nascosti in un motel isolato, i fratelli ricercati aspettano il momento buono per incontrarsi con il loro fuggiasco padre, Captain Spaulding, ed uccidono chiunque si metta sul loro cammino...
In soldoni questa è la trama di questo filmetto che tutto sommato mi è anke piaciuto. Ho odiato e volutamente rimosso dalla mente il primo film di Rob Zombie (La Casa dei 1000 corpi), perkè personalmente lo ritenevo una monnezza immonda. Quindi vi chiederete come mai ho visto il seguito, solo perkè ne ho letto bene in alcune recensioni e quindi mi sono detto "ma si dai una seconda possibilità non la si nega a nessuno...". Devo dire che La Casa del Diavolo si è presentato in modo diverso da come me lo aspettavo. Credevo fosse una continua carneficina, inframezzata da dialoghi assurdi e invece il film più che un horror vero, mi è sembrato un action/thriller con alcune spruzzate di gore. C'è da dire che tutto dalla sceneggiatura, alla regia, agli attori (anke se molti vengono dal primo episodio) alla colonna sonora funziona bene e dona al film un aspetto decisamente sporco e decadente che fa un po' ribrezzo, ma che personalmente ho apprezzato. Purtroppo al solito le scene sanguinolente non mi hanno impressionato, ma io sono un caso senza speranza, visto che non mi spaventa nulla. Per il resto il film scorre bene e l'ora e quaranta di durata scorre bene senza intoppi o cedimenti.
Da menzionare la scena finale, un concentrato di belle immagini e ottima musica.
Pollice mezzo.
Solo un consiglio: aspettate il noleggio, 7 euro forse sono troppi per vederlo...
P.S. Scusate ma non posso fare i vari collegamenti con il primo film, in quanto come ho già spiegato, l'ho rimosso in tutta la sua totalità. cieo cieo :)

12.5.06

Oliver Twist

Agli inizi dell'800, si può tranquillamente affermare che per un orfanello non erano tempi facili. Le istituzioni latitavano, i diritti dell'infanzia manco sapevano cosa fossero e in più l'essere orfani toglieva anke quel poko di dignità che un bambino poteva avere. In questo scenario si muove Oliver Twist, un putto piccolo ma forte e di buoni sentimenti, che dopo varie peripezie iniziali in un orfanotrafio e come servitore da un commerciante di bare, decide di scappare a Londra per sfuggiere ai continui soprusi della famiglia del barista (inteso come costruttore di bare). Appena arrivato a Londra, dopo un estenuante viaggio a piedi, Oliver incontra una banda di ladruncoli capitanata dal signor Fagin, un vecchio che si occupa di insegnare alle giovani reclute l'arte del rubare. Durante un colpo per strada Oliver viene accusato erroneamente del furto e viene arrestato dalla polizia dopo esser stato malmenato dalla folla. All’interrogatorio un testimone prova l’innocenza di Oliver e il signor Brownlow che lo aveva accusato decide di dare una possibilità a questo ragazzo e lo porta a casa sua. Mentre Oliver si rimette in sesto il signor Brownlow confessa alla signora Bedwin, la sua governante, che negli occhi di Oliver c’è una luce di bontà e di dolcezza. Intanto Fagin e Sykes, l’altro perfido capo della banda, si mettono sulle tracce di Oliver per paura che lui confessi tutto alla polizia...
Film tratto dal romanzo di Charles Dickens e portato sugli schermi dal Roman Polanski. Il regista scegli una fotografiaa pumblea e oppressiva che si riflette in un'atmosfera soffocante, come lo era probabilmente Londra in quel periodo. Buone le prove di tutti gli attori, compresi i giovani.
Il film è carino e scorre veloce, solo che non mi ha convinto del tutto, anche se devo ammettere che un po' di pena per il povero Oliver l'ho provata.
Pollice mezzo.

8.5.06

4400 - Prima Serie

Mentre il mondo si prepara a osservare lo spettacolare passaggio di una cometa, il corpo celeste cambia improvvisamente rotta e si dirige verso la Terra. Tutti si aspettano un impatto devastante, ma l'enorme sfera di luce si ferma a poche centinaia di metri dal suolo, lungo le rive di un lago del Nord Ovest degli Stati Uniti d’America, ed esplode creando una fitta nube di vapore dalla quale escono 4400 persone. Si tratta di individui misteriosamente scomparsi nell'arco degli ultimi 60 anni, ritornati tutti in una volta e inesplicabilmente rimasti esattamente come erano nel giorno in cui sono svaniti nel nulla. L'evento è di portata mondiale e il governo vuole investigare per scoprire dove sono state queste 4400 persone e perchè sono tornate.
Per i "ritornati", di età differente (da pochi mesi a sessantanni), nulla è cambiato, il tempo per loro si è fermato al giorno della scomparsa, ma in realtà qualcosa è cambiato: ognuno di loro ha un potere speciale. Per studiare il fenomeno viene istituita una nuova divisione dell'Agenzia di Sicurezza Nazionale, la NTAC (National Threat Assessment Command), capeggiata da un investigatore specializzato in crimini, Tom Baldwin, (Joel Gretsch) e da un biomedico, Diana Skouris (Jacqueline McKenzie).
Sono stato spinto da un'amica a guardare questa nuova serie tv e devo dire che mi ha discretamente intrigato. Dopo venti minuti di visione del primo episodio ammetto, di aver avuto l'intenzione di spegnere la tv, ma poi piano piano l'attenzione è salita, la curiosità si è fatta largo e mi sono ritrovato a divorare tutto d'un fiato, i 5 episodi che compongono questa prima miniserie. Non siamo ai livelli di tensione e di emotività che suscita Lost (altra serie tv di altissimo livello, credo la migliore nel genere degli ultimi anni), anche perkè la natura della serie è diversa, ma comunque ci assestiamo su piani molto alti.
Pollice alto, si si!

Monster Man

Qualcuno potrà chiedermi: ma che minkia di film guardi? Risponderei volentieri alla domanda se solo sapessi cosa mi spinge, a volte, a guardare film che già vedendo la copertina, sai che rimpiangerai di avere gli okki... Invece questa volta per certi versi non ho rimpianto di avere gli okki e diciamo che mi sono pure divertito! Bando alle ciance comincia la rece...
Goliardico film statunitense del 2003 che s'inserisce nel rinato filone dell'horror rurale a cui ha fatto da apripista “Jeepers Creepers ”. E proprio a quest'ultimo, “Monster Man” si rifà chiaramente, sia nell'uso delle locations che per la figura del folle assassino motorizzato. Una coppia di ragazzi piuttosto scemi è in viaggio lungo le assolate strade del profondo sud degli States, verso un matrimonio a cui uno è stato invitato e l'altro tenta di imbucarsi... Ma i giovani ben presto si troveranno, braccati da un pazzo che viaggia su un terrificante “monster truck” (ossia una sorta di enorme jeep, con ruote spropositate). Durante la fuga, i nostri ne passeranno di tutti i colori, incontreranno anche una sexy autostoppista ed infine scopriranno che i loro inseguitore non è esattamente un essere umano…
Allora diciamo che il tutto risulta divertente e spensierato e nonostante abbia alcuni buchi di sceneggiatura talmente grossi che ci potresti sotterrare il monster truck del pazzoide, riesce a centrare gli obbiettivi che si prefigge sin dall'inizio: far ridere e al contempo cercare di inorridire. Dico cercare, perkè alla fine della fiera di orrido non è che ci sia poi molto, almeno secondo i miei standard. Buoni gli effetti speciali (per il budget evidentemente basso) che non lesinano in splatter, specie nel concitato finale (evidente omaggio a “Non aprite quella porta ”) ed efficace il trucco di “Bob”, il folle e mostruoso inseguitore dei ragazzi. La parte recitativa è ampiamente trascurabile, come era lecito attendersi.
Alla fine tutto sommato il film è anke godibile, molto divertente in alcuni punti (mitica la scena del motel col gatto...) e non richiede l'uso del cervello, quindi particolarmente indicato per il sottoscritto :).
Per darvi una idea precisa del film è come guardare Scemo e + scemo con momenti Splatter...
Pollice mezzo via, siamo ad inizio settimana e voglio essere buuuuuuuooooono.
P.S. Bella e sexy la patonza di turno, anche se ha le gambe che sembrano la clava dell'uomo delle caverne...

3.5.06

Doom

Un gruppo di marines spaccaculo capitanati da The Rock, viene spedito su Marte in veste di carne da macello per mostri geneticamente modificati. Corse pazze per corridoi metallici, mostri di gomma penosamente nascosti nella penombra, frattaglie assortite e una scienziata bona con i capelli biondi raccolti a crocchia compresi nel prezzo. Ma io dico, ma ci voleva molto? Cioè: hai un budget di tutto rispetto, circa 60 milioni di dollari, The Rock come protagonista (quindi già puoi smettere di preoccuparti dei dialoghi, tanto non li sa leggere), i diritti di un videogioco stra-famoso ambientato su Marte trasformato in autogrill galattico invaso dai demoni dell'inferno in gita scolastica scesi dal varco dimensionale. E, soprattutto, sai che il punto più basso dei film tratti da un videogioco, ma proprio basso-bassissimo, irraggiungibile pure dalle trivelle di Bruce Willis, l'ha già toccato Uwe Boll con 'House of the Dead'. E allora buttala in casino di lusso, scatena 'sto inferno su Marte, straccia le vesti a The Rock e mettilo a sparare cannonate a una selva di mostri in CGI e torna a casa a contare i soldi, no? No. Di fronte a tanta e meravigliosa linearità, i responsabili della produzione si sono detti: "Ragazzi: abbiamo un videogioco in prima persona in cui non si fa altro che sparare razzi nel culo a dei mostri. Troppo poco, bisogna inventarsi qualcosa!" "Eh, ma ci vogliono le idee!""Dai, sforzatevi un po', che vi pago a fare?! Sforzatevi! Di più! Di più! Di p... stop. Chi è che ha scorreggiato? Vabbè, dai, lasciamo perdere: scopiazziamo dagli altri film..."Così, niente demoni e niente inferno: i mostri diventano esseri umani geneticamente modificati con la ventiquattresima coppia di cromosomi scoperta durante uno scavo archeologico su Marte e il film diventa 'Resident Evil: Hell on Mars'. Quindi la base si riempie di zombie, che corrono ovviamente. Alè!
Così Karl Urban, l'eroe della situazione, recita sempre come se si fosse appena alzato dal letto dopo la sbornia del secolo ed è andato su Marte perché ha un trauma da superare. Quale non si sa, ma 'sti cazzi, l'importante è che l'eroe abbia un trauma da superare che lo renda un anti-eroe contrastato. The Rock recita (volano parole forti, lo so...) per metà film come se dovesse interpretare l'eroe tutto d'un pezzo erede di Schwarzenegger, salvo poi diventare di colpo un figlio di puttana che uccide a sangue freddo uno dei suoi soldati solo perché non è d'accordo con lui. Perché? Boh, ma così almeno c'è un colpo di scena. Per "fortuna" Bartkowiak (il regista), verso la fine decide che è giunto il momento per la sua ennesima trovata geniale: stiamo realizzando il film di Doom? E allora ci piazziamo... LA SEQUENZA IN SOGGETTIVA!!!
Allora: Karl Urban è in fin di vita e quindi la scienziata bionda, che poi è sua sorella, che fa? Gli inietta il cromosoma 24. Solo che lui non diventa un mostro, ma un SUPER UOMO, perché, come spiega la scienziata, il cromosoma 24 agisce diversamente se iniettato in una persona BUONA. Dopo aver scoperto quindi che la merdosità degli sceneggiatori non ha mai fine e che, visto l'orda di zombie presente nel finale, il 99,9% della popolazione mondiale è composta da figli di puttana, Urban si sveglia super-forte, super-incazzato e inizia a spaccare culi in soggettiva per 10 MINUTI BUONI, con tanto di arma in evidenza in basso a destra dello schermo. Ma visto che alle stronzate non c'è mai fine, il finale è dedicato a Karl Urban e The Rock che se le danno di santa ragione a pizze in faccia e calci in culo... Tutto estremamente coerente non c'è che dire...
Pollice verso in ogni caso, anche se mi spiace visto che ho amato molto il videogame.

2.5.06

Piano 17

Negli uffici della direzione generale di una grande banca, Mancini (Giampaolo Morelli), per saldare il debito con una direttrice di banca con le mani poko pulite, deve posizionare una bomba per distruggere così alcuni importanti documenti molto scomodi per lei. Camuffato da uomo delle pulizie e con la bomba collegata a un timer, Mancini, però, rimane bloccato in ascensore insieme a due ignari impiegati, che stanno per tornare a casa dopo il lavoro. Una è Violetta (Elisabetta Rocchetti) che si fa sbattere dal capo per fare carriera velocemente, mentre l'altro è Meroni (Giuseppe Soleri), uno sfigato topino da ufficio, che spera in un contratto a tempo indeterminato e per questo soffre di servilismo acuto col capo. Intanto all'esterno dell'edificio, Pittana (Enrico Silvestrin) e Borgia (Antonino Iuorio), due suoi complici, dovrebbero tenere sotto controllo la situazione ma, in una corsa contro il tempo, Mancini comincia a rendersi conto che forse non lo stanno aiutando come dovrebbero...
Devo dire che non sono un appassionato di cinema italiano e che ho guardato questo film solo perkè ne ho letto bene in una rece e perkè mi sembrava un po' diverso dal classico film mielenso tipico del cinema nostrano. Devo dire che alla fine sono rimasto soddisfatto di quello che ho visto. Certo, è evidente che i mezzi a disposizione della produzione non fossero poi molti, ma nonostante questo il risultato è più che apprezzabile. Bravi gli attori, sopratutto Giampaolo Morelli che non conoscevo affatto, bella la sceneggiatura, anche se ha un vistoso calo nel finale, buoni i dialoghi. Mi è sembrata buona anke la prova dei registi (i Manetti Bros.) che non hanno lasciato niente al caso e trattato tutti gli aspetti del film con professionalità.
Mi auguro che le case di produzione più importanti comincino a dare un po' di fiducia a gente così, in questo modo magari il cinema italiano riuscirà ad uscire da quel circolo vizioso di film comico-sentimentali, in cui sembra sempre più rinchiuso.
Il pollice mezzo tutto sommato è meritato.

Inside Man

Quattro persone vestite da imbianchini, capitanate dall'intraprendente ed intelligente Dalton Russel (Clive Owen), entrano nell'affollata hall del Manhattan Trust, una succursale di un'istituzione finanziaria internazionale a Wall Street. Nel giro di pochi secondi, i rapinatori mascherati mettono la banca sotto un assedio pianificato con chirurgica precisione e i 50 tra clienti e impiegati diventano involontari ostaggi di un furto inattaccabile. I negoziatori degli ostaggi della Polizia di NY, i Detective Keith Frazier (Denzel Washington) e Bill Mitchell (Chiwetel Ejiofor) vengono mandati sul luogo con l'ordine di stabilire un contatto con il capo dei rapinatori e di assicurare il rilascio degli ostaggi. A complicare le cose però ci penserà il magnate Arthur Case (Christopher Plummer), proprietario della compagnia stessa, che tiene una cassetta di sicurezza nella banca, in cui sono contenuti documenti di vitale importanza per lui. Farà quindi intervenire Madeline White (Jodie Foster), una donna senza scrupoli e principi morali, che si occupa di queste spinose situazioni senza fare troppe domande...
In soldoni questa è la trama del nuovo film di Spike Lee, che gioca abilmente con le verità e le bugie mostrate, lasciando allo spettatore il compito di capire e comprendere tutte le varie sfacciettature dei personaggi. Il film è bello, si lascia guardare con la dovuta attenzione mentre si seguono tutte le vicende, cercando di capire le intenzioni dei rapinatori, le vere motivazione del magnate e se il Detective Frazier è veramente pulito come sembra.
Ottime le varie intrerpretazioni degli attori, come era lecito aspettarsi da questo dispiegamento di talenti, la regia è precisa senza inutili fronzoli che avrebbero appesantito il film stesso, mentre la colonna sonora è funzionale al film senza mai risulatre invadente.
Devo die la verità però, appena finita la visione del film non ero rimasto particolarmente impressionato, ma poi ripensandoci e sviscerando un po' meglio il tutto devo dire che invece il film mi ha lasciato un ottimo ricordo.
Quindi pollice alto, consigliato a tutti.

Saw 2 - La Soluzione dell'enigma

Saw era stata una sorpresa bella e buona. Un film che non ti faceva mai capire che nascondesse un segreto, un colpo di scena che alla fine ti sorprende e ti fa saltare dalla gioia per aver trovato degli sceneggiatori che riescono a fare qualcosa di nuovo.
Saw 2, è per certi versi ancora una sorpresa, anche se inevitabilmente il fatto di essere vaccinato dalla visione del prequel mi ha portato a non eccitarmi più come prima.
Non che sia brutto per l'amor del cielo, ce ne fossero di sequel così è solo che ovviamente il fattore novità è scemato e mi sono ritrovato a vedere un ottimo film, ma niente più (merce rara comunque in questo periodo).
Devo dire che comunque ci sono stati notevoli miglioramenti sia nella parte recitata che nei dialoghi fra i personaggi rinchiusi nella casa (un po' la versione horror del grande fratello), anche se i personaggi sono un po' stereotipati: c'è la bellona troia, il cazzone ispanico, il nero un po' furbo un po' scemo, il drugat e c'è pure il figlio del poliziotto che nel primo episodio dava la caccia a Saw.
Ebbene si perkè qui il pazzerello Saw se la prende con il figlioletto del detective Eric Mason, senza disdegnare però carneficine varie e allegre trappole da pazzo scatenato.
Buona la dose di sangue mostrata, anke se per me non è mai abbastanza!!!! Mhuahahahahahah!!
Non posso ovviamente menzionare troppo la trama, perkè non voglio spoilerare troppo per non rovinarvi la visione.
Pollice alto comunque, perkè alla fine di meglio in giro non c'è (come horror intendo).

24.4.06

Deuce Bigalow Puttano in saldo

Secondo episodio per Duece Bigalow il più improbabile dei gigoloni, che stavolta si trasferisce in Europa, per combinare casini a non finire. Il primo episodio devo dire che mi era piaciuto, mostrava un gigolò un po' strano, diverso da quello che si aspetterebbe, con il protagonista che invece di usare il sesso come unica fonte di soddisfazione per le donne che lo "noleggiavano", cercava invece la via del dialogo e della comprensione per le problematiche femminili, riuscendo a conquistarsi le simpatie di tutte le clienti. In questo seguito Deuce vola ad Amsterdan, invitato dal suo amico Hicks, un pappone con dei gigolò assolutamente improponibili (un esempio è il cinese con 3 cm di pisello...). Qui sarà coinvolto nella caccia al killer dei gigolò, per il fatto che il suo amico Hicks è accusato dalla polizia di essere colui che uccide le massime rappresentanze dei gigoloni. Per questo motivo Deuce dovrà di nuovo diventare un gigolò per scovare fra le clienti dei defunti, chi è l'assassina e per quale motivo lo fa.
Il film è a tratti carino, assolutamente guidato dall'inizio alla fine, con alcune scene divertenti, ma putroppo esagera, secondo me, nel calcare troppo la mano sui dialoghi a sfondo sessuale e sulle banalità dovute alle varie situazioni in cui si trova il protagonista. Non che non mi piacciano le commedie sexy, ma quando il tutto sfocia nel volgare, per far ridere ad ogni costo, la cosa mi infastidisce e quindi non mi diverto più. Per il resto un'oretta e venti di intrattenimento senza l'utilizzo alcuno delle cellule celebrali (nella norma in questo tipo di film intendiamoci).
Pollice mezzo, ma molto striminzito.
P.S. Un plauso ai traduttori italiani che ancora una volta sono riusciti a donarci una traduzione del titolo del film assolutamente scandalosa... "Puttano in saldo" ma io mi domando e dico.....

21.4.06

The Fog - Nebbia Assassina

Premessa: non ho visto il film originale di Carpenter, quindi mi limiterò ad analizzare questo remake.
Nella cittadina di Antonio Bay comincia una nuova splendida giornata. La speaker Stevie Wayne (Selma Blair) della radio locale parla a vanvera di inutili vakkate e il sindaco sta visionando la statua dei fondatori della città, prima dell'inaugurazione per la festa della fondazione. Nick Castle (Tom Welling) è in barca con il suo amico Blake (Rade Serbedzija) e porta a pescare dei turisti. Elizabeth (Maggie Grace), già fidanzata di Nick, è dispersa non si sa dove da almeno 6 mesi. Indovinate un po' cosa succederà? Elizabeth torna proprio nel momento in cui una nebbia assassina comincierà a mietere vittime in città e solo lei riuscirà a capire cosa diavolo succede. Evvai!!! Una bella trama originale, senza nessun buco narrativo e sopratutto che ti tiene in tensione per tutta la durata del film....
A - I - U - T - O.
Ve la metto giù così: pekkato che la nebbia non oscuri tutto il video così almeno non si vedrebbe più sta vakkata immonda. No dico ma l'hanno visto il film quelli che l'hanno fatto? No dico ma non c'è una sola scena che ti metta, non dico paura, ma almeno tensione, niente. Un'ora e quaranta di noia totale, mal recitata e mal diretta. Boh, non riesco prorpio a capire come si possano fare dei film del genere nel 2006. Forse in america si spaventano per ste cose, oppure gli basta andare a vedere i due fighetti del momento...
Unica cosa che si salva, per essere buono, è la nebbia in digitale, per il resto immonnezza pura e semplice.
Pollice assolutamente verso in tutti i modi possibili.
P.S. Unica vera nota positiva della serata è stata l'amica seduta di fianco a me che continuava a ruttare, ha trasformato The Fog in The Frog. Decisamente più divertente :)

20.4.06

Match Point

Chris Wilton (Jonathan Rhys-Meyers) è un giocatore di tennis di buon livello, ma stanco di girare il mondo nei vari tornei Atp, decide di fermarsi a Londra e iniziare a lavorare come maestro in un club piuttosto esclusivo. Dopo i primi tempi passati in modo tranquillo, un giorno conosce il ricco Tom Hewett (Matthew Goode) e in seguito tutta la sua famiglia, compresa Chloe (Emily Mortimerr) sorella di Tom, che si innamora di lui e grazie a lei Chris comincia una scalata nella società bene di Londra... ma non tutto andrà come previsto. Un giorno Chris incontra la fidanzata di Tom, Nora (Scarlett Johanssonn), attricetta di scarso successo, se ne innamora e tenta in tutti i modi di sfiondarla senza pietà. Nonostante questo "piccolo problema", Chris prosegue la relazione con Chloe fino a giungere al matrimonio con la ragazza e diventando uno dei più importanti dirigenti della società del padre della sposa. Intanto Tom rompe il fidanzamento con Nora, che si allontana da Londra per un po', e sposa un'altra ragazza di cui però non ce ne può fregare di meno.
Chris tenta in tutti i modi di rintracciare Nora, ma invano e quindi si dedica alla moglie che vuole essere bombata a tutte le ore perkè vuole un figlio e non ci riesce, con relative crisi di nervi e minkiate varie. Un giorno però Chris incontra Nora ad una mostra (lei torna a Londra per girare un porno in costume mhuahahahh) e comincia una relazione segreta con lei. Bomba una volta, bomba due, Nora rimane incinta e vuole Chris tutto per se e quindi lo obbliga a lasciare la moglie per lei.... mi fermo per non spoilerare troppo va!
Che dire infine del filmetto. Non sono un profondo conoscitore dei film di Woody Allen e quindi non vi posso dire se sia il film meno "Woody Allen" che il regista ha fatto, comunque posso dirvi che il tutto è confezionato in maniera impeccabile.
Solo che a me sto film non è piaciuto, non so dirvi la motivazione primaria, neanke dopo una seconda visione. Sarà che alla fine del film, in entrambe le volte che l'ho visto, non mi è rimasto nulla, ed è una cosa che non mi piace, preferisco avere reazioni siano esse negative o positive e invece sto film mi è sembrato piatto come le emozioni in me suscitate (forbito forever!!!).
Invece sentendo i vari commenti di amici direi che invece è piaciuto.
Quindi come lo voto???
Facciamo così, se siete me pollice mezzo (si guarda, c'è di molto peggio in giro).
Se siete i miei amici pollice alto.
Se invece siete altra gente, guardatevelo e non rompetemi le pelotas....

19.4.06

Casanova

Il celebre seduttore Giacomo Casanova capirà il vero significato dell'amore e la sua importanza, solo quando conoscerà Francesca, la donna che sembra non corrisponderlo e gli insegnerà il senso dell'attesa e la vera passione...
Mah che dire di questo filmetto... Fino a metà me lo sono anke goduto, belle scenografie, ottimi scambi di battute far i protagonisti (un po' mi ha ricordato Orgoglio e Pregiudizio...), alcune situazioni comiche interessanti ecc. ecc.
Poi però tutto si è sfasciato, il film comincia a perdere colpi e a stancare, le battute non sono più così belle (al contrario di Orgoglio e Pregiudizio...) e nel finale poi, oltre al classico happy end di zuccherosa memoria, tutti si trasformano in novelli spadaccini e pikkiatori e nel giro di una scena il film si trasforma in un action abbastanza ridicolo.
Gli attori fanno il loro dovere abbastanza bene, Casanova (Heath Ledger, uno dei due Cowboy in Brokeback Mountain) è un bell'ometto tutto sommato neanche troppo frivolo, ma molto affascinante, Francesca (Sienna Miller - Alfie/The Pusher) è una donna forte che combatte contro lo strapotere degli uomini, Pucci (Jeremy Irons) è l'inquisitore bigotto e rompipalle, ma assolutamente maldestro e comico, Papprizio (Oliver Platt) è il mercante genovese promesso sposo di Francesca, ma più attirato dalla madre di lei (Lena Olin, la mamma di Sidney Bristow di Alias) che invece cerca un surrogato del marito morto e diciamo che se lo ritrova davanti...
Tutto sommato il film è decente, non una visione assolutamente necessaria, ma se amate i film in costume e non petendete nulla da una pellicola potete anke guardarlo.
Pollice mezzo, ma solo per Venezia che è splendida in tutto il film.

14.4.06

Il nascondiglio del diavolo - The cave

Una creatura assetata di sangue attende un gruppo di sub che rimangono intrappolati in una labirinto di caverne subacque...
Orbene, ma che bel filmetto vè'!! La tensione ti rosicchia la ginocchia, il sangue scorre a fiumi rischiando di inondare anke casa tua, tette e patonza ovunque che non riesci più a tenere le mani ferme e per finire un mostro talmente mostruoso da non farti più dormire la notte e il giorno!!! Cosa volete di più????
Un film horror magari sarebbe gradito, visto che questa ciofeca più che farti venire il caghetto dalla paura ti fa venire la borsite acuta.
Ma io mi chiedo se sia così difficile fare un filmetto decente horror. Cioè questo film è prodotto dalla Screen Gems, americanazzi coi soordi, che fanno di tutto tranne usarli in maniera decente. Potevano, magari, dare un'okkiata a The Descent prima? No!! Giammai!!!
In quel film, a basso budget fra l'altro, la tensione è ben sostenuta dalle luci e dal montaggio, oltre che dalla caverne stessa.
Qui ci sono mille luci, perkè i sub qui presenti sono equipaggiati con ogni ben di dio tecnologico, il montaggio sembra fatto da un epilettico (senza offesa per gli epilettici) che nelle scene concitate spara mille inquadrature diverse, effetti luminosi, rotazioni di camera ecc ecc che se non vomiti è un miracolo. I mostri sono patetici, il sangue praticamente assente, spalmano giusto giusto un barattolo di vernice rossa su alcune rocce e gli attori riescono nell'intento di farsi odiare dal primo minuto (tranne il jappo di Lost, perkè è il jappo di Lost...).
Il finale poi!!! Mhuhaahahahhaahah delirio totale. Cioè il film finisce come te lo aspetti, cioè che un paio si salvano, ma poi cosa vanno a pensare i geniali sceneggiatori? "dai facciamo un finale aperto per il secondo episodio!!" e così via con la vakkata del virus mutante inglobato nella fighetta che si è salvata. Alè!! Grandi!!! Spero che i produttori vi sderenino come si deve e che lo stato americano promulghi (forbito forever) una legge opportuna che vieti il seguito di questo film.
Pollice verso tutta la vita.
P.S. Un consiglio spassionato, guardatevi The Descent!!!

13.4.06

Terkel in Trouble

Terkel frequenta la prima media, ma non ha una vita semplice. In famiglia il dialogo è difficile e lo Zio Stewart è un uomo con qualche problema d'alcool e di nervi e in più ha appena menato i due bulletti della classe, Sten e Saki. Cosa succederà adesso a Terkel? Come potrà distoglierli dal desiderio di vendetta che covano nei suoi confronti? Potrebbe essere un buon inizio prendere in giro Doris, la cicciona della classe. E come mai Terkel riceve minacce di morte? Tutto verrà spiegato nel corso del film.
All'inizio del film facciamo la conoscenza della voce narrante che è affidata ad Arne (Elio), professore di musica dei ragazzi.
A circondare Terkel c'è poi tutta una serie di personaggi scemi e sboccati: c'è il migliore amico Jason (Faso), sempre armato di spranga e di una parolaccia pronta, la madre Beatrix (Lella Costa), una fumatrice incallita che però è ossessionata dai germi e dalle malattie, il padre Leon (Claudio Bisio) sempre nascosto dietro al giornale che si esprime solo con dei "NO" e la sorellina che continua a martoriarsi con truculenti incidenti domestici (folgorazioni, cadute, forchettate negli occhi). Anche il supplente di scienze, maniaco della natura e un po' hippy, sotto la sua apparente benevolenza nasconde dei segreti.
Ho sempre amato i film di animazione, sopratutto quelli fatti per gli adulti e questo Terkel è solo per adulti! Non fatelo vedere a vostro figlio se ha meno di 14 anni! Potrebbe rimanerci secco visto tutte le parolacce e le scene splatter (YUPPIIIII!!!!!!) che ci sono nel film. Ottima si rivela la scelta del doppiaggio e con le voci della banda di Elio e le storie tese, che furoreggiano in tutto il film.
Tutto ok quindi? No direi di no. Nonostante il film mi abbia fatto ridere parecchio, grazie a delle scene esilaranti, purtroppo contiene un tot di scene che io odio: la scene cantate! Non le sopporto proprio e qui ce ne sono anke parecchie. C'è da dire che fortunatamente i testi delle canzoni (curate nella traduzione dal Elio stesso) sono sempre infarcite di parolacce e doppi sensi e che quindi riescono, nonostante tutto, a essere sopportabili, anche se io continuo ad odiarle lo stesso! : )
Pollice alto, anche se so che non piacerà a molta gente...

40 anni vergine

Andy Stitzer (Steve Carell) conduce un'esistenza un po' solitaria, ma piacevole, grazie alla sua collezione di action figure e ad un lavoro sicuro in un negozio di elettronica. Il problema è che a quarant'anni suonati è ancora vergine. Lui non sembra avere particolari problemi a sopportare la cosa, ma non appena i suoi colleghi di lavoro lo scoprono, per il povero Andy cominciano i problemi. Donne ubriache, corse in mezzo al traffico, scatole di porno per casa, depilazione intensiva e un mare di situazioni imbarazzanti. Fino a quando Andy non conosce Trish (Catherine Keener) l'amore che ha sempre aspettato con la quale, nonostante alcuni piccoli problemi, giungerà a felice scopata...
In soldoni questa è la trama di questo simpatico film un po' commedia e un po' sentimentale. Nonostante quello che ci si possa aspettare il sesso è trattato con semplicità ed ironia, senza diventare mai volgare e francamente è cosa non da poko per un film di questo genere. L'unico appunto degno di nota riguarda la lunghezza: francamente credo che 1 ora e 40 minuti sarebbero stati sufficenti, invece delle oltre due ore utilizzate. In certi punti il film si ferma un po' e induce ad un innocente sbadiglio. In compenso regala alcune scene molto divertenti che tutto sommato portano ad una sufficenza piena.
Bella la colonna sonora, grazie sopratutto alla presenza di due song fantastiche quali "Belive it or not" di Joey Scarbury (la sigla di ralph super maxi eroe per i profani) e "Heat of the moment" degli Asia.
Pollice mezzo.

12.4.06

A History of Violence

La violenza chiama violenza. Sembra questo il messaggio che ci vuole trasmettere Cronenberg con questo film.
A History of Violence racconta la vita di una tranquilla ed affiatata famiglia di una delle tante cittadine della provincia americana. Tom Stall (Viggo Mortensen) è un uomo dolce e tranquillo, ha una bella moglie avvocato (Maria Bello) e due figli, una bambina tranquilla e beata e un ragazzo delle superiori con i classici problemi da adolescente. Tom lavora nella sua piccola tavola calda in città, dove si discute al massimo per una vecchia fiamma o per vakkate inutili. Tutto cambia quando una sera due malviventi trovano la morte cercando di rapinarlo, perchè incredibilmente Tom riesce ad affrontarli e ad ucciderli con una rapidità e una perizia impressionanti per un uomo comune qual'è. L'evento lo trasforma in un piccolo eroe mediatico americano, cambiando la sua vita e quella della sua famiglia, fino ad una sconvolgente rivelazione.
Mi è piaciuto molto questo film, sia per quanto rigurda la storia in sè, sia per come è stata rappresentata. Una buona dose di violenza fa da controaltare a dialoghi mai banali e ben recitati che ti accompagnano per tutto il lungometraggio. Ottime le prove degli attori, buono il ritmo e il susseguirsi degli eventi. Altra cosa che mi è piacuta molto sono le due scene di sesso, che sono ottimamente interpretate e congeniate (mmmmm quella divisa da cheerleader....). La colonna sonora latita un po', ma tutto sommato non è un problema di grossa rilevanza.
L'unica cosa che non ho apprezzato è stato il finale. Non per come è strutturato intendiamoci, ma mi da l'impressione che manchi un pezzetto di film, che ti spieghi cosa succederà dopo... (non posso rivelare nulla se no vi rovino il film).
Ho visto quasi tutti i film di Cronenberg e devo dire che questo è sicuramente il più normale del lotto, il più atipico per il regista canadese, che ci ha abituato a film molto più morbosi e particolari(vedi Crash, Spider, la mosca o Il pasto nudo).
Pollice alto. Yuppi!!!!!
P.S. Dimenticavo: la sceneggiatura è tratta da una comic-novel.

11.4.06

Sky High

In un mondo in cui i supereroi sono accettati dalla società e vivono all'interno della stessa in modo, per così dire, anonimo, Will Stronghold, figlio dei due Supereroi più importanti del mondo, deve cominciare la scuola Sky High, la scuola per Supereroi. C'è solo un problema: lui non ha superpoteri.
Da qui cominciano varie peripezie che lo porteranno a fare vakkate immense, ma anche ha scoprire la sua vera natura di Supereroe...
Che dire di questo filmetto, è un po' come assistere ad Harry Potter che cerca di ciulare Mr. Incredibile. Harry prova l'inserimento, ma Mr. Incredibile lo riempie di pugnazzi, calcioni e sputazzi. Il film è uno strano miscuglio fra un teen-movie e un comics-movie(nel senso di film tratto da un fumetto, non di un comico) decisamente insipido. Non c'è niente nell'intera economia del film che non vi apparirà prevedibile e scontato. Gli stereotipi tipici di un film per ragazzi sono tutti pienamente rispettati, compreso il "cattivo" della scuola, che si scontra col buono, ci litiga, sembra che lo stia sconfiggendo, ma poi il buono si ripiglia, acquista poteri inkredibili, gli da un sacco di legnate, il kattivo si inkazza ankora di più, ma poi interviene qualcuno a separarli e a cazziarli, i due si parlano e magia... Tah Dan!!! Il kattivone diventa buono.
Carini gli effetti speciali dei vari supereroi, anche se molto limitati come apparizioni in tutta la durata del film. Gli attori svolgono un lavoro diligente senza nessuna participazione emotiva particolare e il tutto fila piatto fino alla fine. Il finale si presenta nella veste della classica antologia della caramella zuccherosae il che equivale, per chi si ritrova suo malgrado davanti alla tv, ad una immediata diabetite acuta, alla perdita di tutti i denti e al suicidio più doloroso e sadico possibile.
Potrà sicuramente piacere alle famigliole tipo "Flanders" di Simpsoniana memoria, per tutti gli altri lasciate perdere.
Pollice verso.
P.S. Magari se avete dei bambini particolarmente bamboloni potete anche provare a farglielo vedere, ma credo che dopo un po' vi seppelliranno di sputi...

10.4.06

Roll Bounce

Anni '70. X e i suoi amici, appassionati skater, si ritrovano senza pista e devono trasferirsi allo Sweetwater Roller Rink, dove si ritrovano surclassati dai talenti locali...
Questo film si è rivelato essere una "perlina", come direbbe un mio amico, per il fatto di essere un film semplice che si fa apprezzare per l'humor, i sentimenti e lo spettacolo che offre. Non mi aspettavo granchè prima della visione e invece mi sono ritrovato partecipe delle avventure/disavventure dei 5 ragazzi impegnati nel dimostrare che anche chi viene dalla periferia e abita in quartieri relativamente poveri, può comunque diventare un ottima persona capace di affrontare le difficoltà e ottenere le soddisfazzioni che merita. Il film ci mostra anche le difficoltà della famiglia di X, dopo la morte della mamma, incontra nell'andare avanti e lasciarsi il dolore della perdita alle spalle e di come il rapporto fra padre e figlio necessiti di un grande approfondimento, venendo a mancare la figura della madre, normalmente tramite perfetto fra padri e figli. Buono il cast, belle le coreografie sui pattini, bellissima la musica e l'atmosfera, quest'ultima ricreata veramente bene grazie all'utilizzo olre agli ovvi vestiti in voga a quel tempo(pantaloni a zampa, colori acidi, occhialoni e cappigliature impensabili), ma soprattutto grazie alla patina che riveste le immagini, che ti fa chiedere più di una volta se il film non sia stato girato 30 anni prima(sembra di vedere una serie tv del tempo). Ottime alcune scene divertenti in cui ci si sbellica veramente dalle risate.
Bello anche il finale non troppo zuccheroso.
Pollice alto!! Si si!!

7.4.06

Le cronache di Narnia: il Leone, la Strega e l'Armadio

Quattro fratelli londinesi, durante la seconda guerra mondiale, sono mandati in una casa di campagna per la loro sicurezza a causa dei continui bombardamenti da parte dei tedeschi su Londra; qui trovano un armadio magico attraverso il quale è possibile raggiungere la terra di Narnia, che soffre sotto il dominio di una perfida strega. I quattro dovranno liberare Narnia con l'aiuto di Aslan, il re leone...
Bel film, mi è piaciuto proprio Narnia. Non bisogna cadere in tentazione di paragonarlo alla saga del Signore degli Anelli o comunque accostarlo a Harry Potter; sono film diversi che trattano lo stesso tema, il fantasy.
Andrew Adamson (il regista) si cimenta per la prima volta con il live-action, in quanto precedentemente aveva diretto i due Shrek, io credo che abbia svolto un ottimo lavoro insieme agli attori, ottima la prova dei bambini e della Strega Jadis (Tilda Swinton), scenografi, al direttore della fotografia, ai costumisti e agli addetti agli effetti speciali. Tutto è verosimile e la terra di Narnia è visibile in tutto il suo splendore sia sotto la coltre di neve iniziale, che quando comincia il disgelo e ritorna la primavera. Ottima la riproduzione visiva in CG di Aslan, il leone, imperioso e bellissimo con animazioni particolarmente fluide e precise.
Un'ottima colonna sonora condisce il tutto con epicità e stile.
Due sole le note stonate che ho rilevato, una assoluta mentre l'altra soggettiva. Ma io mi domando e dico, ma in Italia chi si occupa di doppiaggi le sente le voci o va a sentimento. No dico, ci sono fior fiore di doppiatori e chi ti prendono per dare la voce ad Aslan? Mica il primo personaggio scemo del film, no, al Leone protagonista chi ti prendono? Omar Sharif!!! Geniale!!! Sembra che Aslan abbia l'asma, sia rimbambito e un po gaio... Ma io mi domando e dico....
Altra cosa che non mi è piaciuta proprio è il fatto che non scorra neanche una goccia di sangue. Ora io dico, ok è un film della Disney, ok sarebbe indirizzato ai bimbi, ma porka di quella vakka c'è una battaglia dove se le danno di santa ragione e vuoi che nessuno si chieda, anche i bambini, "minkia ma non sanguina nessuno..." Cioè signori della Disney, hanno appena finito di vedere il Signore degli Anelli, o comunque guardano la tv tutti i giorni, non c'è bisogno di far finta che se uno prende una spadata in pieno petto non sanguini nemmeno un po'.... Pekkato.
Pollice alto.

5.4.06

La Rapina

Una rapina a Las Vegas finisce male. Inizia la fuga verso il Canada. Due rapinatori: uno, dal cuore buono, contro l'altro, spietato psicopatico. Un bottino enorme che appare e scompare...
Film strano la Rapina.
Un concentrato di vakkate enormi, sparatorie, sangue, viulenza e buoni sentimenti. Al regista deve piacere parecchio il rallenty, in quanto nella parte riservata alla rapina ne inserisce talmente tanti che alla fine ti chiedi quanto cazzo dovrai ancora guardare dei tipi vestiti da Elvis (ognuno della banda si traveste da Elvis per fare la rapina al casinò) sparare ai dei pulotti babbei. Du maron!
Ci sono tanti attori conosciuti in questo film: Kevin Costner (il cattivo), Kurt Russell (il ladro gentiluomo), Courteney Cox (la "mignottona" col bimbo cleptomane), Christian Slater (il fesso), Ice T (l'uomo trottola sparacchioso) e altri. Ma tutto questo ben di Dio attoriale viene sprecato da trama troppo assurda, fracassona e con dei buchi narrativi, da dei dialoghi che vogliono sembrare duri, ma che risultano un po' forzati e talvolta anche un po' ridicoli e da un minutaggio troppo lungo che tende a farti cadere le palle ad altezza ginocchio. Il solito finale buonista poi, condisce il tutto in salsa zukkerosa...
Tutto da buttare quindi? Quasi. Si salvano alcune scene abbastanza divertenti da strapparti un sorriso e una discreta colonna sonora.
Pollice verso per me.

Man Thing

Appena arrivato a Bywater, una cittadina della Florida che si trova a ridosso di una palude, lo sceriffo Kyle Williams si trova a dover affrontare diversi casi di morti e sparizioni misteriose. Scoprirà ben presto che il responsabile di tutto è il viscido Frederic Schist: un potente petroliere che ha acquistato la palude - considerata sacra dai nativi del posto - violandone il cuore con i suoi impianti petroliferi.Ma il guardiano della palude, l'Uomo Cosa, si è risvegliato e chiede vendetta... Mah che dire, una cazzatona di film che non riesce se non proprio ad appassionare almeno a tenere svegli. Un collage di situazioni già vissute in mille altri film horror, trite e ritrite. Tanto per fare un esempio, dopo aver visto la prima scena dove due giovinotti strombacchiano allegramente nella palude e diventano carne da macello in quattro e quattrotto, capisci già cosa aspettarti. Yuppi!!! Ma la perla migliore che il film ci regala è l'innamoramento più rapido e ridicolo mai visto: quello tra lo sceriffo e la maestrina del posto. Dopo essersi scambiati sì e no quattro parole in tutto il film, verso la fine si ricordano che si devono innamorare: allora lui di colpo le da del tu, biascica un "vorrei proteggerti", lei libera i capelli che fino ad allora aveva tenuto legati a coda, entrando così in modalità troia, sussurra un "Oh, Kyle", e gli infila un metro e mezzo di lingua in bocca. Alè! Altra cosa che non ho per niente gradito è stata la scelta di illuminare tutto di verde nelle fasi notturne e paludose del film, mentre di giorno la fotografia sfoggia un "ottimo" marrone di fondo. Bleah! Salvo solo del film la realizzazzione della "cosa" in CGI, visto che con un budget sicuramente scarso, è diciamo fatta bene.
Pollive verso in modo assoluto...
P.S. Dimenticavo: il film è tratto da un fumetto della Marvel...

3.4.06

Quando l'amore brucia l'anima

Quando l'amore brucia l'anima è il racconto della vita della leggenda della musica country Johnny Cash, dalla sua giovinezza in Arkansas ai primi successi con la Sun Records di Memphis, dove incise accanto a Elvis Presley, Jerry Lee Lewis e Carl Perkins. Ammetto la mia ignoranza su Jhonny Cash (vedrò di rimediare), però mi piacciono i film sulla musica e sui musicisti, quindi mi sono avvicinato al film con grande entusiasmo.
Bisogna dire che il film non è brutto, anzi, ma racconta una storia ormai uguale a tante altre. Dopo il recente Ray, sembra quasi di vedere un film fotocopia, con la nascita della stella, la caduta fra droghe e alcool, la rinascita grazie all'amore della moglie/compagna e un finale che lascia in sospeso l'ultima parte della vita dell'artista, quella più recente, lasciandoci con un po' di dubbi su cosa abbia poi combinato (sarà rimasto lontano dalle droghe? Starà ancora con la stessa persona? La famiglia? ecc ecc.). Tutto sembra già scritto e quindi manca un po' della sorpresa che invece ti aspetteresti dalla vista di una rockstar. Comunque il film si guarda tutto d'un fiato senza eccessive lungaggini e con una colonna sonora degna di nota che ti avvolge e ti conquista. Ottime le interpretazioni di Joaquin Phoenix(Johnny Cash) e di Reese Witherspoon(June Carter), anche per il fatto che hanno cantato loro con la propria voce tutte le canzoni (come in Ray...) .
Pollice mezzo direi.
Se siete fan sfegatati di Cash, ovviamente, non guardate il voto ma il film...

La Caduta

La Caduta, ci porta nella Berlino del 1945 e ci mostra gli ultimi giorni di Hitler e del terzo Reich visti dall'interno del bunker del Fuhrer. Tratto da un bestseller, scritto con l'aiuto della segretaria di Hitler Traudl Junge, il film ci mostra come Hitler e il suo gruppo più fedele reagiscono all'imminente disfatta. Il film è prevalentemente ambientato nel bunker di Hitler, anche se non mancano le scene ambientate in una Berlino devastata dall'avanzata russa, e fortunatamente non vuole affrontare discorsi retorici, ne giustificare le azioni dei singoli personaggi, ma solo dare una visione diversa e più profonda della psicologia delle persone che hanno condiviso la disfatta del terzo Reich. La sceneggiatura è perfetta nel delineare le varie personalità, giostrando abilmente fra l'una e l'altra senza appesantire la visione. Il film funziona anche perché riesce a indurre lo spettatore alla piena immedesimazione senza per questo trasmettere alcuna simpatia nei confronti dei protagonisti: semplicemente riesce a farci sentire assediati e vittime dei bombardamenti, a inquietarci per la follia crescente di Hitler e i suoi alti ufficiali, a terrorizzarci per la sua presenza scenica e i suoi rabbiosi scatti e soprattutto ad emozionarci per la triste fine di persone che non sono certamente né da compatire né da piangere, ma che sono talmente ben rappresentate da non poter lasciare nemmeno indifferenti.
Devo dire la verità, subito dopo la visione ero rimasto un po indifferente, ma poi ripensandoci mi sono accorto di ricordare le varie scene e i personaggi. Il film non è scivolato via come pensavo, ma qualcosa è rimasto e questo credo sia un grosso pregio.
Pollice alto. Un film da vedere.

30.3.06

Colpevole d'omicidio (City by the Sea)

Il detective della Omicidi di New York Vincent LaMarca ha una carriera brillante alle spalle, ed è considerato un uomo che mette il lavoro prima di ogni cosa: per esempio, di suo figlio, da cui si è dolorosamente allontanato dopo il divorzio dalla moglie. Ma durante un indagine che lo porterà a Long Beah, Vincent si ritroverà a sospettare proprio di suo figlio Joey.
Al noleggio Dvd lo spacciavano per un thriller, invece mi sono ritrovato a guardare un drammone con alcuni momenti di lieve tensione, che però, fatica a mantenere lo spettatore vigile e attento.
De Niro si sa ormai da un po di tempo a questa parte ci mette solo la faccia, perkè di sbattersi per recitare come faceva una volta manco per la favazza, Frances McDormand è un'ottima attrice, ma qui viene messa un po' in secondo piano dalla sceneggiatura, che si concentra quasi esclusivamente su de Niro e suo figlio Joey (James Franco il figlio di Osborne/Goblin in Spiderman per intenderci).
Il "cattivo" di turno, Spider, è un po' babbeo(diciamo che non fa delle mosse degne di un cattivo con le palle...).
Il finale arriva, con un buco di sceneggiatura secondo me (non posso dirvelo ve lo rovinerei) e con un po' di buonismo di troppo, ma si sa Hollywood e i buoni sentimenti vanno spesso d'accordo.
Pollice mezzo tirato.