8.5.06

Monster Man

Qualcuno potrà chiedermi: ma che minkia di film guardi? Risponderei volentieri alla domanda se solo sapessi cosa mi spinge, a volte, a guardare film che già vedendo la copertina, sai che rimpiangerai di avere gli okki... Invece questa volta per certi versi non ho rimpianto di avere gli okki e diciamo che mi sono pure divertito! Bando alle ciance comincia la rece...
Goliardico film statunitense del 2003 che s'inserisce nel rinato filone dell'horror rurale a cui ha fatto da apripista “Jeepers Creepers ”. E proprio a quest'ultimo, “Monster Man” si rifà chiaramente, sia nell'uso delle locations che per la figura del folle assassino motorizzato. Una coppia di ragazzi piuttosto scemi è in viaggio lungo le assolate strade del profondo sud degli States, verso un matrimonio a cui uno è stato invitato e l'altro tenta di imbucarsi... Ma i giovani ben presto si troveranno, braccati da un pazzo che viaggia su un terrificante “monster truck” (ossia una sorta di enorme jeep, con ruote spropositate). Durante la fuga, i nostri ne passeranno di tutti i colori, incontreranno anche una sexy autostoppista ed infine scopriranno che i loro inseguitore non è esattamente un essere umano…
Allora diciamo che il tutto risulta divertente e spensierato e nonostante abbia alcuni buchi di sceneggiatura talmente grossi che ci potresti sotterrare il monster truck del pazzoide, riesce a centrare gli obbiettivi che si prefigge sin dall'inizio: far ridere e al contempo cercare di inorridire. Dico cercare, perkè alla fine della fiera di orrido non è che ci sia poi molto, almeno secondo i miei standard. Buoni gli effetti speciali (per il budget evidentemente basso) che non lesinano in splatter, specie nel concitato finale (evidente omaggio a “Non aprite quella porta ”) ed efficace il trucco di “Bob”, il folle e mostruoso inseguitore dei ragazzi. La parte recitativa è ampiamente trascurabile, come era lecito attendersi.
Alla fine tutto sommato il film è anke godibile, molto divertente in alcuni punti (mitica la scena del motel col gatto...) e non richiede l'uso del cervello, quindi particolarmente indicato per il sottoscritto :).
Per darvi una idea precisa del film è come guardare Scemo e + scemo con momenti Splatter...
Pollice mezzo via, siamo ad inizio settimana e voglio essere buuuuuuuooooono.
P.S. Bella e sexy la patonza di turno, anche se ha le gambe che sembrano la clava dell'uomo delle caverne...

3.5.06

Doom

Un gruppo di marines spaccaculo capitanati da The Rock, viene spedito su Marte in veste di carne da macello per mostri geneticamente modificati. Corse pazze per corridoi metallici, mostri di gomma penosamente nascosti nella penombra, frattaglie assortite e una scienziata bona con i capelli biondi raccolti a crocchia compresi nel prezzo. Ma io dico, ma ci voleva molto? Cioè: hai un budget di tutto rispetto, circa 60 milioni di dollari, The Rock come protagonista (quindi già puoi smettere di preoccuparti dei dialoghi, tanto non li sa leggere), i diritti di un videogioco stra-famoso ambientato su Marte trasformato in autogrill galattico invaso dai demoni dell'inferno in gita scolastica scesi dal varco dimensionale. E, soprattutto, sai che il punto più basso dei film tratti da un videogioco, ma proprio basso-bassissimo, irraggiungibile pure dalle trivelle di Bruce Willis, l'ha già toccato Uwe Boll con 'House of the Dead'. E allora buttala in casino di lusso, scatena 'sto inferno su Marte, straccia le vesti a The Rock e mettilo a sparare cannonate a una selva di mostri in CGI e torna a casa a contare i soldi, no? No. Di fronte a tanta e meravigliosa linearità, i responsabili della produzione si sono detti: "Ragazzi: abbiamo un videogioco in prima persona in cui non si fa altro che sparare razzi nel culo a dei mostri. Troppo poco, bisogna inventarsi qualcosa!" "Eh, ma ci vogliono le idee!""Dai, sforzatevi un po', che vi pago a fare?! Sforzatevi! Di più! Di più! Di p... stop. Chi è che ha scorreggiato? Vabbè, dai, lasciamo perdere: scopiazziamo dagli altri film..."Così, niente demoni e niente inferno: i mostri diventano esseri umani geneticamente modificati con la ventiquattresima coppia di cromosomi scoperta durante uno scavo archeologico su Marte e il film diventa 'Resident Evil: Hell on Mars'. Quindi la base si riempie di zombie, che corrono ovviamente. Alè!
Così Karl Urban, l'eroe della situazione, recita sempre come se si fosse appena alzato dal letto dopo la sbornia del secolo ed è andato su Marte perché ha un trauma da superare. Quale non si sa, ma 'sti cazzi, l'importante è che l'eroe abbia un trauma da superare che lo renda un anti-eroe contrastato. The Rock recita (volano parole forti, lo so...) per metà film come se dovesse interpretare l'eroe tutto d'un pezzo erede di Schwarzenegger, salvo poi diventare di colpo un figlio di puttana che uccide a sangue freddo uno dei suoi soldati solo perché non è d'accordo con lui. Perché? Boh, ma così almeno c'è un colpo di scena. Per "fortuna" Bartkowiak (il regista), verso la fine decide che è giunto il momento per la sua ennesima trovata geniale: stiamo realizzando il film di Doom? E allora ci piazziamo... LA SEQUENZA IN SOGGETTIVA!!!
Allora: Karl Urban è in fin di vita e quindi la scienziata bionda, che poi è sua sorella, che fa? Gli inietta il cromosoma 24. Solo che lui non diventa un mostro, ma un SUPER UOMO, perché, come spiega la scienziata, il cromosoma 24 agisce diversamente se iniettato in una persona BUONA. Dopo aver scoperto quindi che la merdosità degli sceneggiatori non ha mai fine e che, visto l'orda di zombie presente nel finale, il 99,9% della popolazione mondiale è composta da figli di puttana, Urban si sveglia super-forte, super-incazzato e inizia a spaccare culi in soggettiva per 10 MINUTI BUONI, con tanto di arma in evidenza in basso a destra dello schermo. Ma visto che alle stronzate non c'è mai fine, il finale è dedicato a Karl Urban e The Rock che se le danno di santa ragione a pizze in faccia e calci in culo... Tutto estremamente coerente non c'è che dire...
Pollice verso in ogni caso, anche se mi spiace visto che ho amato molto il videogame.

2.5.06

Piano 17

Negli uffici della direzione generale di una grande banca, Mancini (Giampaolo Morelli), per saldare il debito con una direttrice di banca con le mani poko pulite, deve posizionare una bomba per distruggere così alcuni importanti documenti molto scomodi per lei. Camuffato da uomo delle pulizie e con la bomba collegata a un timer, Mancini, però, rimane bloccato in ascensore insieme a due ignari impiegati, che stanno per tornare a casa dopo il lavoro. Una è Violetta (Elisabetta Rocchetti) che si fa sbattere dal capo per fare carriera velocemente, mentre l'altro è Meroni (Giuseppe Soleri), uno sfigato topino da ufficio, che spera in un contratto a tempo indeterminato e per questo soffre di servilismo acuto col capo. Intanto all'esterno dell'edificio, Pittana (Enrico Silvestrin) e Borgia (Antonino Iuorio), due suoi complici, dovrebbero tenere sotto controllo la situazione ma, in una corsa contro il tempo, Mancini comincia a rendersi conto che forse non lo stanno aiutando come dovrebbero...
Devo dire che non sono un appassionato di cinema italiano e che ho guardato questo film solo perkè ne ho letto bene in una rece e perkè mi sembrava un po' diverso dal classico film mielenso tipico del cinema nostrano. Devo dire che alla fine sono rimasto soddisfatto di quello che ho visto. Certo, è evidente che i mezzi a disposizione della produzione non fossero poi molti, ma nonostante questo il risultato è più che apprezzabile. Bravi gli attori, sopratutto Giampaolo Morelli che non conoscevo affatto, bella la sceneggiatura, anche se ha un vistoso calo nel finale, buoni i dialoghi. Mi è sembrata buona anke la prova dei registi (i Manetti Bros.) che non hanno lasciato niente al caso e trattato tutti gli aspetti del film con professionalità.
Mi auguro che le case di produzione più importanti comincino a dare un po' di fiducia a gente così, in questo modo magari il cinema italiano riuscirà ad uscire da quel circolo vizioso di film comico-sentimentali, in cui sembra sempre più rinchiuso.
Il pollice mezzo tutto sommato è meritato.

Inside Man

Quattro persone vestite da imbianchini, capitanate dall'intraprendente ed intelligente Dalton Russel (Clive Owen), entrano nell'affollata hall del Manhattan Trust, una succursale di un'istituzione finanziaria internazionale a Wall Street. Nel giro di pochi secondi, i rapinatori mascherati mettono la banca sotto un assedio pianificato con chirurgica precisione e i 50 tra clienti e impiegati diventano involontari ostaggi di un furto inattaccabile. I negoziatori degli ostaggi della Polizia di NY, i Detective Keith Frazier (Denzel Washington) e Bill Mitchell (Chiwetel Ejiofor) vengono mandati sul luogo con l'ordine di stabilire un contatto con il capo dei rapinatori e di assicurare il rilascio degli ostaggi. A complicare le cose però ci penserà il magnate Arthur Case (Christopher Plummer), proprietario della compagnia stessa, che tiene una cassetta di sicurezza nella banca, in cui sono contenuti documenti di vitale importanza per lui. Farà quindi intervenire Madeline White (Jodie Foster), una donna senza scrupoli e principi morali, che si occupa di queste spinose situazioni senza fare troppe domande...
In soldoni questa è la trama del nuovo film di Spike Lee, che gioca abilmente con le verità e le bugie mostrate, lasciando allo spettatore il compito di capire e comprendere tutte le varie sfacciettature dei personaggi. Il film è bello, si lascia guardare con la dovuta attenzione mentre si seguono tutte le vicende, cercando di capire le intenzioni dei rapinatori, le vere motivazione del magnate e se il Detective Frazier è veramente pulito come sembra.
Ottime le varie intrerpretazioni degli attori, come era lecito aspettarsi da questo dispiegamento di talenti, la regia è precisa senza inutili fronzoli che avrebbero appesantito il film stesso, mentre la colonna sonora è funzionale al film senza mai risulatre invadente.
Devo die la verità però, appena finita la visione del film non ero rimasto particolarmente impressionato, ma poi ripensandoci e sviscerando un po' meglio il tutto devo dire che invece il film mi ha lasciato un ottimo ricordo.
Quindi pollice alto, consigliato a tutti.

Saw 2 - La Soluzione dell'enigma

Saw era stata una sorpresa bella e buona. Un film che non ti faceva mai capire che nascondesse un segreto, un colpo di scena che alla fine ti sorprende e ti fa saltare dalla gioia per aver trovato degli sceneggiatori che riescono a fare qualcosa di nuovo.
Saw 2, è per certi versi ancora una sorpresa, anche se inevitabilmente il fatto di essere vaccinato dalla visione del prequel mi ha portato a non eccitarmi più come prima.
Non che sia brutto per l'amor del cielo, ce ne fossero di sequel così è solo che ovviamente il fattore novità è scemato e mi sono ritrovato a vedere un ottimo film, ma niente più (merce rara comunque in questo periodo).
Devo dire che comunque ci sono stati notevoli miglioramenti sia nella parte recitata che nei dialoghi fra i personaggi rinchiusi nella casa (un po' la versione horror del grande fratello), anche se i personaggi sono un po' stereotipati: c'è la bellona troia, il cazzone ispanico, il nero un po' furbo un po' scemo, il drugat e c'è pure il figlio del poliziotto che nel primo episodio dava la caccia a Saw.
Ebbene si perkè qui il pazzerello Saw se la prende con il figlioletto del detective Eric Mason, senza disdegnare però carneficine varie e allegre trappole da pazzo scatenato.
Buona la dose di sangue mostrata, anke se per me non è mai abbastanza!!!! Mhuahahahahahah!!
Non posso ovviamente menzionare troppo la trama, perkè non voglio spoilerare troppo per non rovinarvi la visione.
Pollice alto comunque, perkè alla fine di meglio in giro non c'è (come horror intendo).

24.4.06

Deuce Bigalow Puttano in saldo

Secondo episodio per Duece Bigalow il più improbabile dei gigoloni, che stavolta si trasferisce in Europa, per combinare casini a non finire. Il primo episodio devo dire che mi era piaciuto, mostrava un gigolò un po' strano, diverso da quello che si aspetterebbe, con il protagonista che invece di usare il sesso come unica fonte di soddisfazione per le donne che lo "noleggiavano", cercava invece la via del dialogo e della comprensione per le problematiche femminili, riuscendo a conquistarsi le simpatie di tutte le clienti. In questo seguito Deuce vola ad Amsterdan, invitato dal suo amico Hicks, un pappone con dei gigolò assolutamente improponibili (un esempio è il cinese con 3 cm di pisello...). Qui sarà coinvolto nella caccia al killer dei gigolò, per il fatto che il suo amico Hicks è accusato dalla polizia di essere colui che uccide le massime rappresentanze dei gigoloni. Per questo motivo Deuce dovrà di nuovo diventare un gigolò per scovare fra le clienti dei defunti, chi è l'assassina e per quale motivo lo fa.
Il film è a tratti carino, assolutamente guidato dall'inizio alla fine, con alcune scene divertenti, ma putroppo esagera, secondo me, nel calcare troppo la mano sui dialoghi a sfondo sessuale e sulle banalità dovute alle varie situazioni in cui si trova il protagonista. Non che non mi piacciano le commedie sexy, ma quando il tutto sfocia nel volgare, per far ridere ad ogni costo, la cosa mi infastidisce e quindi non mi diverto più. Per il resto un'oretta e venti di intrattenimento senza l'utilizzo alcuno delle cellule celebrali (nella norma in questo tipo di film intendiamoci).
Pollice mezzo, ma molto striminzito.
P.S. Un plauso ai traduttori italiani che ancora una volta sono riusciti a donarci una traduzione del titolo del film assolutamente scandalosa... "Puttano in saldo" ma io mi domando e dico.....

21.4.06

The Fog - Nebbia Assassina

Premessa: non ho visto il film originale di Carpenter, quindi mi limiterò ad analizzare questo remake.
Nella cittadina di Antonio Bay comincia una nuova splendida giornata. La speaker Stevie Wayne (Selma Blair) della radio locale parla a vanvera di inutili vakkate e il sindaco sta visionando la statua dei fondatori della città, prima dell'inaugurazione per la festa della fondazione. Nick Castle (Tom Welling) è in barca con il suo amico Blake (Rade Serbedzija) e porta a pescare dei turisti. Elizabeth (Maggie Grace), già fidanzata di Nick, è dispersa non si sa dove da almeno 6 mesi. Indovinate un po' cosa succederà? Elizabeth torna proprio nel momento in cui una nebbia assassina comincierà a mietere vittime in città e solo lei riuscirà a capire cosa diavolo succede. Evvai!!! Una bella trama originale, senza nessun buco narrativo e sopratutto che ti tiene in tensione per tutta la durata del film....
A - I - U - T - O.
Ve la metto giù così: pekkato che la nebbia non oscuri tutto il video così almeno non si vedrebbe più sta vakkata immonda. No dico ma l'hanno visto il film quelli che l'hanno fatto? No dico ma non c'è una sola scena che ti metta, non dico paura, ma almeno tensione, niente. Un'ora e quaranta di noia totale, mal recitata e mal diretta. Boh, non riesco prorpio a capire come si possano fare dei film del genere nel 2006. Forse in america si spaventano per ste cose, oppure gli basta andare a vedere i due fighetti del momento...
Unica cosa che si salva, per essere buono, è la nebbia in digitale, per il resto immonnezza pura e semplice.
Pollice assolutamente verso in tutti i modi possibili.
P.S. Unica vera nota positiva della serata è stata l'amica seduta di fianco a me che continuava a ruttare, ha trasformato The Fog in The Frog. Decisamente più divertente :)

20.4.06

Match Point

Chris Wilton (Jonathan Rhys-Meyers) è un giocatore di tennis di buon livello, ma stanco di girare il mondo nei vari tornei Atp, decide di fermarsi a Londra e iniziare a lavorare come maestro in un club piuttosto esclusivo. Dopo i primi tempi passati in modo tranquillo, un giorno conosce il ricco Tom Hewett (Matthew Goode) e in seguito tutta la sua famiglia, compresa Chloe (Emily Mortimerr) sorella di Tom, che si innamora di lui e grazie a lei Chris comincia una scalata nella società bene di Londra... ma non tutto andrà come previsto. Un giorno Chris incontra la fidanzata di Tom, Nora (Scarlett Johanssonn), attricetta di scarso successo, se ne innamora e tenta in tutti i modi di sfiondarla senza pietà. Nonostante questo "piccolo problema", Chris prosegue la relazione con Chloe fino a giungere al matrimonio con la ragazza e diventando uno dei più importanti dirigenti della società del padre della sposa. Intanto Tom rompe il fidanzamento con Nora, che si allontana da Londra per un po', e sposa un'altra ragazza di cui però non ce ne può fregare di meno.
Chris tenta in tutti i modi di rintracciare Nora, ma invano e quindi si dedica alla moglie che vuole essere bombata a tutte le ore perkè vuole un figlio e non ci riesce, con relative crisi di nervi e minkiate varie. Un giorno però Chris incontra Nora ad una mostra (lei torna a Londra per girare un porno in costume mhuahahahh) e comincia una relazione segreta con lei. Bomba una volta, bomba due, Nora rimane incinta e vuole Chris tutto per se e quindi lo obbliga a lasciare la moglie per lei.... mi fermo per non spoilerare troppo va!
Che dire infine del filmetto. Non sono un profondo conoscitore dei film di Woody Allen e quindi non vi posso dire se sia il film meno "Woody Allen" che il regista ha fatto, comunque posso dirvi che il tutto è confezionato in maniera impeccabile.
Solo che a me sto film non è piaciuto, non so dirvi la motivazione primaria, neanke dopo una seconda visione. Sarà che alla fine del film, in entrambe le volte che l'ho visto, non mi è rimasto nulla, ed è una cosa che non mi piace, preferisco avere reazioni siano esse negative o positive e invece sto film mi è sembrato piatto come le emozioni in me suscitate (forbito forever!!!).
Invece sentendo i vari commenti di amici direi che invece è piaciuto.
Quindi come lo voto???
Facciamo così, se siete me pollice mezzo (si guarda, c'è di molto peggio in giro).
Se siete i miei amici pollice alto.
Se invece siete altra gente, guardatevelo e non rompetemi le pelotas....

19.4.06

Casanova

Il celebre seduttore Giacomo Casanova capirà il vero significato dell'amore e la sua importanza, solo quando conoscerà Francesca, la donna che sembra non corrisponderlo e gli insegnerà il senso dell'attesa e la vera passione...
Mah che dire di questo filmetto... Fino a metà me lo sono anke goduto, belle scenografie, ottimi scambi di battute far i protagonisti (un po' mi ha ricordato Orgoglio e Pregiudizio...), alcune situazioni comiche interessanti ecc. ecc.
Poi però tutto si è sfasciato, il film comincia a perdere colpi e a stancare, le battute non sono più così belle (al contrario di Orgoglio e Pregiudizio...) e nel finale poi, oltre al classico happy end di zuccherosa memoria, tutti si trasformano in novelli spadaccini e pikkiatori e nel giro di una scena il film si trasforma in un action abbastanza ridicolo.
Gli attori fanno il loro dovere abbastanza bene, Casanova (Heath Ledger, uno dei due Cowboy in Brokeback Mountain) è un bell'ometto tutto sommato neanche troppo frivolo, ma molto affascinante, Francesca (Sienna Miller - Alfie/The Pusher) è una donna forte che combatte contro lo strapotere degli uomini, Pucci (Jeremy Irons) è l'inquisitore bigotto e rompipalle, ma assolutamente maldestro e comico, Papprizio (Oliver Platt) è il mercante genovese promesso sposo di Francesca, ma più attirato dalla madre di lei (Lena Olin, la mamma di Sidney Bristow di Alias) che invece cerca un surrogato del marito morto e diciamo che se lo ritrova davanti...
Tutto sommato il film è decente, non una visione assolutamente necessaria, ma se amate i film in costume e non petendete nulla da una pellicola potete anke guardarlo.
Pollice mezzo, ma solo per Venezia che è splendida in tutto il film.

14.4.06

Il nascondiglio del diavolo - The cave

Una creatura assetata di sangue attende un gruppo di sub che rimangono intrappolati in una labirinto di caverne subacque...
Orbene, ma che bel filmetto vè'!! La tensione ti rosicchia la ginocchia, il sangue scorre a fiumi rischiando di inondare anke casa tua, tette e patonza ovunque che non riesci più a tenere le mani ferme e per finire un mostro talmente mostruoso da non farti più dormire la notte e il giorno!!! Cosa volete di più????
Un film horror magari sarebbe gradito, visto che questa ciofeca più che farti venire il caghetto dalla paura ti fa venire la borsite acuta.
Ma io mi chiedo se sia così difficile fare un filmetto decente horror. Cioè questo film è prodotto dalla Screen Gems, americanazzi coi soordi, che fanno di tutto tranne usarli in maniera decente. Potevano, magari, dare un'okkiata a The Descent prima? No!! Giammai!!!
In quel film, a basso budget fra l'altro, la tensione è ben sostenuta dalle luci e dal montaggio, oltre che dalla caverne stessa.
Qui ci sono mille luci, perkè i sub qui presenti sono equipaggiati con ogni ben di dio tecnologico, il montaggio sembra fatto da un epilettico (senza offesa per gli epilettici) che nelle scene concitate spara mille inquadrature diverse, effetti luminosi, rotazioni di camera ecc ecc che se non vomiti è un miracolo. I mostri sono patetici, il sangue praticamente assente, spalmano giusto giusto un barattolo di vernice rossa su alcune rocce e gli attori riescono nell'intento di farsi odiare dal primo minuto (tranne il jappo di Lost, perkè è il jappo di Lost...).
Il finale poi!!! Mhuhaahahahhaahah delirio totale. Cioè il film finisce come te lo aspetti, cioè che un paio si salvano, ma poi cosa vanno a pensare i geniali sceneggiatori? "dai facciamo un finale aperto per il secondo episodio!!" e così via con la vakkata del virus mutante inglobato nella fighetta che si è salvata. Alè!! Grandi!!! Spero che i produttori vi sderenino come si deve e che lo stato americano promulghi (forbito forever) una legge opportuna che vieti il seguito di questo film.
Pollice verso tutta la vita.
P.S. Un consiglio spassionato, guardatevi The Descent!!!

13.4.06

Terkel in Trouble

Terkel frequenta la prima media, ma non ha una vita semplice. In famiglia il dialogo è difficile e lo Zio Stewart è un uomo con qualche problema d'alcool e di nervi e in più ha appena menato i due bulletti della classe, Sten e Saki. Cosa succederà adesso a Terkel? Come potrà distoglierli dal desiderio di vendetta che covano nei suoi confronti? Potrebbe essere un buon inizio prendere in giro Doris, la cicciona della classe. E come mai Terkel riceve minacce di morte? Tutto verrà spiegato nel corso del film.
All'inizio del film facciamo la conoscenza della voce narrante che è affidata ad Arne (Elio), professore di musica dei ragazzi.
A circondare Terkel c'è poi tutta una serie di personaggi scemi e sboccati: c'è il migliore amico Jason (Faso), sempre armato di spranga e di una parolaccia pronta, la madre Beatrix (Lella Costa), una fumatrice incallita che però è ossessionata dai germi e dalle malattie, il padre Leon (Claudio Bisio) sempre nascosto dietro al giornale che si esprime solo con dei "NO" e la sorellina che continua a martoriarsi con truculenti incidenti domestici (folgorazioni, cadute, forchettate negli occhi). Anche il supplente di scienze, maniaco della natura e un po' hippy, sotto la sua apparente benevolenza nasconde dei segreti.
Ho sempre amato i film di animazione, sopratutto quelli fatti per gli adulti e questo Terkel è solo per adulti! Non fatelo vedere a vostro figlio se ha meno di 14 anni! Potrebbe rimanerci secco visto tutte le parolacce e le scene splatter (YUPPIIIII!!!!!!) che ci sono nel film. Ottima si rivela la scelta del doppiaggio e con le voci della banda di Elio e le storie tese, che furoreggiano in tutto il film.
Tutto ok quindi? No direi di no. Nonostante il film mi abbia fatto ridere parecchio, grazie a delle scene esilaranti, purtroppo contiene un tot di scene che io odio: la scene cantate! Non le sopporto proprio e qui ce ne sono anke parecchie. C'è da dire che fortunatamente i testi delle canzoni (curate nella traduzione dal Elio stesso) sono sempre infarcite di parolacce e doppi sensi e che quindi riescono, nonostante tutto, a essere sopportabili, anche se io continuo ad odiarle lo stesso! : )
Pollice alto, anche se so che non piacerà a molta gente...

40 anni vergine

Andy Stitzer (Steve Carell) conduce un'esistenza un po' solitaria, ma piacevole, grazie alla sua collezione di action figure e ad un lavoro sicuro in un negozio di elettronica. Il problema è che a quarant'anni suonati è ancora vergine. Lui non sembra avere particolari problemi a sopportare la cosa, ma non appena i suoi colleghi di lavoro lo scoprono, per il povero Andy cominciano i problemi. Donne ubriache, corse in mezzo al traffico, scatole di porno per casa, depilazione intensiva e un mare di situazioni imbarazzanti. Fino a quando Andy non conosce Trish (Catherine Keener) l'amore che ha sempre aspettato con la quale, nonostante alcuni piccoli problemi, giungerà a felice scopata...
In soldoni questa è la trama di questo simpatico film un po' commedia e un po' sentimentale. Nonostante quello che ci si possa aspettare il sesso è trattato con semplicità ed ironia, senza diventare mai volgare e francamente è cosa non da poko per un film di questo genere. L'unico appunto degno di nota riguarda la lunghezza: francamente credo che 1 ora e 40 minuti sarebbero stati sufficenti, invece delle oltre due ore utilizzate. In certi punti il film si ferma un po' e induce ad un innocente sbadiglio. In compenso regala alcune scene molto divertenti che tutto sommato portano ad una sufficenza piena.
Bella la colonna sonora, grazie sopratutto alla presenza di due song fantastiche quali "Belive it or not" di Joey Scarbury (la sigla di ralph super maxi eroe per i profani) e "Heat of the moment" degli Asia.
Pollice mezzo.

12.4.06

A History of Violence

La violenza chiama violenza. Sembra questo il messaggio che ci vuole trasmettere Cronenberg con questo film.
A History of Violence racconta la vita di una tranquilla ed affiatata famiglia di una delle tante cittadine della provincia americana. Tom Stall (Viggo Mortensen) è un uomo dolce e tranquillo, ha una bella moglie avvocato (Maria Bello) e due figli, una bambina tranquilla e beata e un ragazzo delle superiori con i classici problemi da adolescente. Tom lavora nella sua piccola tavola calda in città, dove si discute al massimo per una vecchia fiamma o per vakkate inutili. Tutto cambia quando una sera due malviventi trovano la morte cercando di rapinarlo, perchè incredibilmente Tom riesce ad affrontarli e ad ucciderli con una rapidità e una perizia impressionanti per un uomo comune qual'è. L'evento lo trasforma in un piccolo eroe mediatico americano, cambiando la sua vita e quella della sua famiglia, fino ad una sconvolgente rivelazione.
Mi è piaciuto molto questo film, sia per quanto rigurda la storia in sè, sia per come è stata rappresentata. Una buona dose di violenza fa da controaltare a dialoghi mai banali e ben recitati che ti accompagnano per tutto il lungometraggio. Ottime le prove degli attori, buono il ritmo e il susseguirsi degli eventi. Altra cosa che mi è piacuta molto sono le due scene di sesso, che sono ottimamente interpretate e congeniate (mmmmm quella divisa da cheerleader....). La colonna sonora latita un po', ma tutto sommato non è un problema di grossa rilevanza.
L'unica cosa che non ho apprezzato è stato il finale. Non per come è strutturato intendiamoci, ma mi da l'impressione che manchi un pezzetto di film, che ti spieghi cosa succederà dopo... (non posso rivelare nulla se no vi rovino il film).
Ho visto quasi tutti i film di Cronenberg e devo dire che questo è sicuramente il più normale del lotto, il più atipico per il regista canadese, che ci ha abituato a film molto più morbosi e particolari(vedi Crash, Spider, la mosca o Il pasto nudo).
Pollice alto. Yuppi!!!!!
P.S. Dimenticavo: la sceneggiatura è tratta da una comic-novel.

11.4.06

Sky High

In un mondo in cui i supereroi sono accettati dalla società e vivono all'interno della stessa in modo, per così dire, anonimo, Will Stronghold, figlio dei due Supereroi più importanti del mondo, deve cominciare la scuola Sky High, la scuola per Supereroi. C'è solo un problema: lui non ha superpoteri.
Da qui cominciano varie peripezie che lo porteranno a fare vakkate immense, ma anche ha scoprire la sua vera natura di Supereroe...
Che dire di questo filmetto, è un po' come assistere ad Harry Potter che cerca di ciulare Mr. Incredibile. Harry prova l'inserimento, ma Mr. Incredibile lo riempie di pugnazzi, calcioni e sputazzi. Il film è uno strano miscuglio fra un teen-movie e un comics-movie(nel senso di film tratto da un fumetto, non di un comico) decisamente insipido. Non c'è niente nell'intera economia del film che non vi apparirà prevedibile e scontato. Gli stereotipi tipici di un film per ragazzi sono tutti pienamente rispettati, compreso il "cattivo" della scuola, che si scontra col buono, ci litiga, sembra che lo stia sconfiggendo, ma poi il buono si ripiglia, acquista poteri inkredibili, gli da un sacco di legnate, il kattivo si inkazza ankora di più, ma poi interviene qualcuno a separarli e a cazziarli, i due si parlano e magia... Tah Dan!!! Il kattivone diventa buono.
Carini gli effetti speciali dei vari supereroi, anche se molto limitati come apparizioni in tutta la durata del film. Gli attori svolgono un lavoro diligente senza nessuna participazione emotiva particolare e il tutto fila piatto fino alla fine. Il finale si presenta nella veste della classica antologia della caramella zuccherosae il che equivale, per chi si ritrova suo malgrado davanti alla tv, ad una immediata diabetite acuta, alla perdita di tutti i denti e al suicidio più doloroso e sadico possibile.
Potrà sicuramente piacere alle famigliole tipo "Flanders" di Simpsoniana memoria, per tutti gli altri lasciate perdere.
Pollice verso.
P.S. Magari se avete dei bambini particolarmente bamboloni potete anche provare a farglielo vedere, ma credo che dopo un po' vi seppelliranno di sputi...

10.4.06

Roll Bounce

Anni '70. X e i suoi amici, appassionati skater, si ritrovano senza pista e devono trasferirsi allo Sweetwater Roller Rink, dove si ritrovano surclassati dai talenti locali...
Questo film si è rivelato essere una "perlina", come direbbe un mio amico, per il fatto di essere un film semplice che si fa apprezzare per l'humor, i sentimenti e lo spettacolo che offre. Non mi aspettavo granchè prima della visione e invece mi sono ritrovato partecipe delle avventure/disavventure dei 5 ragazzi impegnati nel dimostrare che anche chi viene dalla periferia e abita in quartieri relativamente poveri, può comunque diventare un ottima persona capace di affrontare le difficoltà e ottenere le soddisfazzioni che merita. Il film ci mostra anche le difficoltà della famiglia di X, dopo la morte della mamma, incontra nell'andare avanti e lasciarsi il dolore della perdita alle spalle e di come il rapporto fra padre e figlio necessiti di un grande approfondimento, venendo a mancare la figura della madre, normalmente tramite perfetto fra padri e figli. Buono il cast, belle le coreografie sui pattini, bellissima la musica e l'atmosfera, quest'ultima ricreata veramente bene grazie all'utilizzo olre agli ovvi vestiti in voga a quel tempo(pantaloni a zampa, colori acidi, occhialoni e cappigliature impensabili), ma soprattutto grazie alla patina che riveste le immagini, che ti fa chiedere più di una volta se il film non sia stato girato 30 anni prima(sembra di vedere una serie tv del tempo). Ottime alcune scene divertenti in cui ci si sbellica veramente dalle risate.
Bello anche il finale non troppo zuccheroso.
Pollice alto!! Si si!!

7.4.06

Le cronache di Narnia: il Leone, la Strega e l'Armadio

Quattro fratelli londinesi, durante la seconda guerra mondiale, sono mandati in una casa di campagna per la loro sicurezza a causa dei continui bombardamenti da parte dei tedeschi su Londra; qui trovano un armadio magico attraverso il quale è possibile raggiungere la terra di Narnia, che soffre sotto il dominio di una perfida strega. I quattro dovranno liberare Narnia con l'aiuto di Aslan, il re leone...
Bel film, mi è piaciuto proprio Narnia. Non bisogna cadere in tentazione di paragonarlo alla saga del Signore degli Anelli o comunque accostarlo a Harry Potter; sono film diversi che trattano lo stesso tema, il fantasy.
Andrew Adamson (il regista) si cimenta per la prima volta con il live-action, in quanto precedentemente aveva diretto i due Shrek, io credo che abbia svolto un ottimo lavoro insieme agli attori, ottima la prova dei bambini e della Strega Jadis (Tilda Swinton), scenografi, al direttore della fotografia, ai costumisti e agli addetti agli effetti speciali. Tutto è verosimile e la terra di Narnia è visibile in tutto il suo splendore sia sotto la coltre di neve iniziale, che quando comincia il disgelo e ritorna la primavera. Ottima la riproduzione visiva in CG di Aslan, il leone, imperioso e bellissimo con animazioni particolarmente fluide e precise.
Un'ottima colonna sonora condisce il tutto con epicità e stile.
Due sole le note stonate che ho rilevato, una assoluta mentre l'altra soggettiva. Ma io mi domando e dico, ma in Italia chi si occupa di doppiaggi le sente le voci o va a sentimento. No dico, ci sono fior fiore di doppiatori e chi ti prendono per dare la voce ad Aslan? Mica il primo personaggio scemo del film, no, al Leone protagonista chi ti prendono? Omar Sharif!!! Geniale!!! Sembra che Aslan abbia l'asma, sia rimbambito e un po gaio... Ma io mi domando e dico....
Altra cosa che non mi è piaciuta proprio è il fatto che non scorra neanche una goccia di sangue. Ora io dico, ok è un film della Disney, ok sarebbe indirizzato ai bimbi, ma porka di quella vakka c'è una battaglia dove se le danno di santa ragione e vuoi che nessuno si chieda, anche i bambini, "minkia ma non sanguina nessuno..." Cioè signori della Disney, hanno appena finito di vedere il Signore degli Anelli, o comunque guardano la tv tutti i giorni, non c'è bisogno di far finta che se uno prende una spadata in pieno petto non sanguini nemmeno un po'.... Pekkato.
Pollice alto.

5.4.06

La Rapina

Una rapina a Las Vegas finisce male. Inizia la fuga verso il Canada. Due rapinatori: uno, dal cuore buono, contro l'altro, spietato psicopatico. Un bottino enorme che appare e scompare...
Film strano la Rapina.
Un concentrato di vakkate enormi, sparatorie, sangue, viulenza e buoni sentimenti. Al regista deve piacere parecchio il rallenty, in quanto nella parte riservata alla rapina ne inserisce talmente tanti che alla fine ti chiedi quanto cazzo dovrai ancora guardare dei tipi vestiti da Elvis (ognuno della banda si traveste da Elvis per fare la rapina al casinò) sparare ai dei pulotti babbei. Du maron!
Ci sono tanti attori conosciuti in questo film: Kevin Costner (il cattivo), Kurt Russell (il ladro gentiluomo), Courteney Cox (la "mignottona" col bimbo cleptomane), Christian Slater (il fesso), Ice T (l'uomo trottola sparacchioso) e altri. Ma tutto questo ben di Dio attoriale viene sprecato da trama troppo assurda, fracassona e con dei buchi narrativi, da dei dialoghi che vogliono sembrare duri, ma che risultano un po' forzati e talvolta anche un po' ridicoli e da un minutaggio troppo lungo che tende a farti cadere le palle ad altezza ginocchio. Il solito finale buonista poi, condisce il tutto in salsa zukkerosa...
Tutto da buttare quindi? Quasi. Si salvano alcune scene abbastanza divertenti da strapparti un sorriso e una discreta colonna sonora.
Pollice verso per me.

Man Thing

Appena arrivato a Bywater, una cittadina della Florida che si trova a ridosso di una palude, lo sceriffo Kyle Williams si trova a dover affrontare diversi casi di morti e sparizioni misteriose. Scoprirà ben presto che il responsabile di tutto è il viscido Frederic Schist: un potente petroliere che ha acquistato la palude - considerata sacra dai nativi del posto - violandone il cuore con i suoi impianti petroliferi.Ma il guardiano della palude, l'Uomo Cosa, si è risvegliato e chiede vendetta... Mah che dire, una cazzatona di film che non riesce se non proprio ad appassionare almeno a tenere svegli. Un collage di situazioni già vissute in mille altri film horror, trite e ritrite. Tanto per fare un esempio, dopo aver visto la prima scena dove due giovinotti strombacchiano allegramente nella palude e diventano carne da macello in quattro e quattrotto, capisci già cosa aspettarti. Yuppi!!! Ma la perla migliore che il film ci regala è l'innamoramento più rapido e ridicolo mai visto: quello tra lo sceriffo e la maestrina del posto. Dopo essersi scambiati sì e no quattro parole in tutto il film, verso la fine si ricordano che si devono innamorare: allora lui di colpo le da del tu, biascica un "vorrei proteggerti", lei libera i capelli che fino ad allora aveva tenuto legati a coda, entrando così in modalità troia, sussurra un "Oh, Kyle", e gli infila un metro e mezzo di lingua in bocca. Alè! Altra cosa che non ho per niente gradito è stata la scelta di illuminare tutto di verde nelle fasi notturne e paludose del film, mentre di giorno la fotografia sfoggia un "ottimo" marrone di fondo. Bleah! Salvo solo del film la realizzazzione della "cosa" in CGI, visto che con un budget sicuramente scarso, è diciamo fatta bene.
Pollive verso in modo assoluto...
P.S. Dimenticavo: il film è tratto da un fumetto della Marvel...

3.4.06

Quando l'amore brucia l'anima

Quando l'amore brucia l'anima è il racconto della vita della leggenda della musica country Johnny Cash, dalla sua giovinezza in Arkansas ai primi successi con la Sun Records di Memphis, dove incise accanto a Elvis Presley, Jerry Lee Lewis e Carl Perkins. Ammetto la mia ignoranza su Jhonny Cash (vedrò di rimediare), però mi piacciono i film sulla musica e sui musicisti, quindi mi sono avvicinato al film con grande entusiasmo.
Bisogna dire che il film non è brutto, anzi, ma racconta una storia ormai uguale a tante altre. Dopo il recente Ray, sembra quasi di vedere un film fotocopia, con la nascita della stella, la caduta fra droghe e alcool, la rinascita grazie all'amore della moglie/compagna e un finale che lascia in sospeso l'ultima parte della vita dell'artista, quella più recente, lasciandoci con un po' di dubbi su cosa abbia poi combinato (sarà rimasto lontano dalle droghe? Starà ancora con la stessa persona? La famiglia? ecc ecc.). Tutto sembra già scritto e quindi manca un po' della sorpresa che invece ti aspetteresti dalla vista di una rockstar. Comunque il film si guarda tutto d'un fiato senza eccessive lungaggini e con una colonna sonora degna di nota che ti avvolge e ti conquista. Ottime le interpretazioni di Joaquin Phoenix(Johnny Cash) e di Reese Witherspoon(June Carter), anche per il fatto che hanno cantato loro con la propria voce tutte le canzoni (come in Ray...) .
Pollice mezzo direi.
Se siete fan sfegatati di Cash, ovviamente, non guardate il voto ma il film...

La Caduta

La Caduta, ci porta nella Berlino del 1945 e ci mostra gli ultimi giorni di Hitler e del terzo Reich visti dall'interno del bunker del Fuhrer. Tratto da un bestseller, scritto con l'aiuto della segretaria di Hitler Traudl Junge, il film ci mostra come Hitler e il suo gruppo più fedele reagiscono all'imminente disfatta. Il film è prevalentemente ambientato nel bunker di Hitler, anche se non mancano le scene ambientate in una Berlino devastata dall'avanzata russa, e fortunatamente non vuole affrontare discorsi retorici, ne giustificare le azioni dei singoli personaggi, ma solo dare una visione diversa e più profonda della psicologia delle persone che hanno condiviso la disfatta del terzo Reich. La sceneggiatura è perfetta nel delineare le varie personalità, giostrando abilmente fra l'una e l'altra senza appesantire la visione. Il film funziona anche perché riesce a indurre lo spettatore alla piena immedesimazione senza per questo trasmettere alcuna simpatia nei confronti dei protagonisti: semplicemente riesce a farci sentire assediati e vittime dei bombardamenti, a inquietarci per la follia crescente di Hitler e i suoi alti ufficiali, a terrorizzarci per la sua presenza scenica e i suoi rabbiosi scatti e soprattutto ad emozionarci per la triste fine di persone che non sono certamente né da compatire né da piangere, ma che sono talmente ben rappresentate da non poter lasciare nemmeno indifferenti.
Devo dire la verità, subito dopo la visione ero rimasto un po indifferente, ma poi ripensandoci mi sono accorto di ricordare le varie scene e i personaggi. Il film non è scivolato via come pensavo, ma qualcosa è rimasto e questo credo sia un grosso pregio.
Pollice alto. Un film da vedere.