30.3.06

Colpevole d'omicidio (City by the Sea)

Il detective della Omicidi di New York Vincent LaMarca ha una carriera brillante alle spalle, ed è considerato un uomo che mette il lavoro prima di ogni cosa: per esempio, di suo figlio, da cui si è dolorosamente allontanato dopo il divorzio dalla moglie. Ma durante un indagine che lo porterà a Long Beah, Vincent si ritroverà a sospettare proprio di suo figlio Joey.
Al noleggio Dvd lo spacciavano per un thriller, invece mi sono ritrovato a guardare un drammone con alcuni momenti di lieve tensione, che però, fatica a mantenere lo spettatore vigile e attento.
De Niro si sa ormai da un po di tempo a questa parte ci mette solo la faccia, perkè di sbattersi per recitare come faceva una volta manco per la favazza, Frances McDormand è un'ottima attrice, ma qui viene messa un po' in secondo piano dalla sceneggiatura, che si concentra quasi esclusivamente su de Niro e suo figlio Joey (James Franco il figlio di Osborne/Goblin in Spiderman per intenderci).
Il "cattivo" di turno, Spider, è un po' babbeo(diciamo che non fa delle mosse degne di un cattivo con le palle...).
Il finale arriva, con un buco di sceneggiatura secondo me (non posso dirvelo ve lo rovinerei) e con un po' di buonismo di troppo, ma si sa Hollywood e i buoni sentimenti vanno spesso d'accordo.
Pollice mezzo tirato.

29.3.06

Twentynine Palms

Trama: Denny, un fotografo, e Cris, una donna senza lavoro, lasciano Los Angeles diretti nel deserto per trovare un set per un servizio fotografico per una rivista. Trovato un motel a 29 Palms decidono di passare lì alcuni giorni scoprendo il deserto del Joshua Tree, scherzando, litigando e facendo l'amore... finché qualcosa di orribile mette fine al loro viaggio.

Svolgimento: Na merda.

Fine.

28.3.06

Cinderella Man

Ispirato alla vera storia del pugile Jim Braddock che, nel periodo della Grande Depressione, per sfamare la famiglia tentò la fortuna con la boxe. Braddock passò velocemente dalla miseria alla gloria quando, nel 1935, riuscì a battere in un combattimento epico di 15 riprese il campione del mondo dei pesi massimi Max Baer.
Ron Howard e Russel Crowe si riuniscono ancora per dare vita ad un altro bel film. Dopo "A Beautiful Mind", un altro film biografico crea nuovamente quella alchimia fra i due e il risultato è un ottimo film, sobrio e commovente, dove non si parla solo di boxe, ma anche di sentimenti e povertà, di lotta per la sopravvivenza e di amore. Howard riesce nell'intento di farci entrare dentro la storia, con delicatezza senza forzare nulla, lasciando che siano le immagini a parlare, oltre all'interpretazione attoriale dello stesso Crowe e della Zellweger. Ottimi i combattimenti sul ring, ripresi in modo convincente e appassionante e che hanno soprattutto il pregio di riuscire a farti sentire parte dell'incontro con inquadrature strette e dinamiche. Tutto perfetto quindi? Praticamente si, anche se forse il finale un po' troppo trionfalistico e buonista(all'americana insomma) mi ha dato un po il senso di fiaba, che per il titolo che hanno dato al film è più che azzekkato, ma non è un tipo di finale che preferisco...
Pollice alto per tutti!!!

27.3.06

Ghost Lake

Rebecca, dopo mesi di dedizione alla madre e al padre invalido, decide di concedersi una sana 'night-out' di divertimento. Tutto regolare, non fosse solo che i genitori scelgono proprio quella notte per morire accidentalmente avvelenati da una fuga di gas. In preda ai sensi di colpa, Rebecca decide di rifugiarsi nel cottage di famiglia, che si trova in riva al lago Rushford, un bacino artificiale che cela un'intera città sepolta tra le sue acque. Ad accoglierla, troverà Stan, un aitante psicopatico, e i gioviali fantasmi del lago.
Dio. Mio.
Ma quanti registi di merda nella mia vita dovrò incontrare ancora? Dovevo pure fare la conoscenza di Jay Woelfel? Beh, visto che ormai la frittata è fatta, lasciate che ve lo presenti.
Jay Woelfel, signore e signori, è un regista porno mancato. Cioè, non proprio un regista porno. Diciamo un porno-direttore della seconda unità, ecco. In pratica quello che in un'ipotetica mega-produzione hard, mentre il regista esprime il suo genio tra gang-bang e sodomie, si preoccupa di filmare quella manciata di dialoghi inutili che non servono a niente. Sì, perchè Ghost Lake è esattamente questo: niente.
Niente porno. Niente horror. Niente di niente.
Solo un'ora e 45 minuti di dialoghi inutilmente ridicoli, distrattamente interpretati da attori(?!!???) che sembrano solo pensare a quando dovranno spogliarsi e iniziare a prenderselo in quel posto. Per essere sinceri, una spruzzata di sesso e un accenno di horror ci sarebbero anche, ma sono le parti più noiose e scontate, con il solito spreco di tettine mosce e scheletri di gomma.
In 'Ghost Lake', la parte del leone la fanno i dialoghi di merda e in questo, Woelfel è imbattibile. Già dalla prima sequenza, infatti, è stato amore a prima vista: Rebecca si prepara per la sua notte di bagordi indossando un vestitino che mette in risalto un seno tutt'altro che florido e un accenno di pancetta. La madre la osserva ammirata, mentre la figlia chiede: "È troppo?"" O troppo poco - risponde la madre - ma non ti sei certo vestita per tua madre e credo che per i ragazzi sia perfetto!""Vorrei fare colpo su degli uomini, non su dei ragazzini!" replica piccata Rebecca. Poi, sulla porta di casa, la ragazza ha un attimo di esitazione: "Sarò a casa per le dieci, così ti aiuto a mettere papà a letto.""No, assolutamente! Sono settimane che non esci!" ribatte la mamma."Mesi!" rincara il padre. "Tuo padre ha ragione - continua la donna - non farai nemmeno in tempo a goderti la serata se torni alle dieci... ci vediamo alle undici!""Al più tardi." rassicura Rebecca. E invece la madre: "Al più presto!"E così, mentre Rebecca rimorchia in discoteca il suo stallone e si fa sbattere sul sedile posteriore dell'auto, Woelfel ci mostra l'agonia dei genitori in preda alle esalazioni del gas, con tanto di caduta patetica del padre che rotola giù da una rampa di scale ricoperta di peluche. Capolavoro.
Il bello è che il film si supera continuamente: tra spettri di plastica, fantasmi in CGI modellati col Vic20 e zompi che uccidono mentre una inondazione di gocce di sangue vengono disegnate (GIURO!MHAUAAHAHAHH) sullo schermo, i protagonisti si impegnano in duetti che ridefiniscono il concetto di "comicità involontaria", complice anche una recitazione da fucilazione immediata e senza benda. Il tutto condito da musichette midi riecheggianti atmosfere medievali, che sembrano prese di peso da un porno in costume. Manco a dirlo, musiche ad opera di Woelfel, che firma anche sceneggiatura e montaggio, dimostrandosi un virtuoso dello "split-screen messo a culo".
Ghost Lake: non guardatelo da soli, vi divertireste la metà (frase letta in una recensione e che mi ha convinto a guardare questo film!!!).
Pollice alto, se volete una serata di pura comicità involontaria, altrimenti evitatelo come la peste.
P.S. Se avete 10 minuti da buttare visitate il sito del regista per vedere che grandissime perle ci regalerà in futuro!!! http://www.youngwolfproductions.com/

23.3.06

Il Mistero della Casa sulla Collina

Trama: un eccentrico milionario offre a un gruppo di persone un milione di dollari per passare la notte in una casa che si dice sia stregata e che ha alle spalle un passato di violenza...
Svolgimento: vi farò un esempio per farvi capire meglio il mio punto di vista. Immaginate di entrate in una casa nuova e di cominciare a viverci per anni anni e anni. Fino qui niente di strano, ma supponete di non chiamare mai lo spurgo fogne. Mai è!!! In nessun caso. Ekko dopo un po tempo vi ritrovereste sommersi dalla merda. Centroooooo!!! Questo film vi sommergerà di merda, ma tanta è! Tantissima!!! Come se Kong, qui sotto, decidesse di espletarvi in testa... Non sarebbe carino, no no...
Trama (?!??!!) assurda, dialoghi allucinanti, effetti speciali (EFFETTI SPECIALI? MHUAHAHAHAHHAHAH) da far crepare dalle risate, insomma un porpurri (non rompete se ho sbagliato a scrivere sta parola...) di escrementi vari.
Se vi capita di vedere su uno scaffale il dvd o la Vhs, vi prego bruciateli!!! Il mondo vi ringrazierà!!!
E pensare che è prodotto da Robert Zemeckis.... ma dove andremo a finire...
P.S. I pollici me li sono mangiati dall'inkazzo per aver visto il film fino in fondo, quindi niente voto...
P.P.S. Unica cosa bella. Le montagne russe inventate dal milionario. Non centrano una favazza col film, ma sono veramente fikissime!!!

20.3.06

King Kong

King Kong è la storia di uno scimmione alto una decina di metri che si innamora di una bella pulzella newyorkese, grossa quanto un suo mignolo (se va bene...). Lei all'inizio è un po' restia, per via che lo scimmione puzza un po' di selvatico e non ha proprio dei metodi da gentleman, ma poi piano piano capisce che la scimmia è molto ricca (possiede un'isola tutta sua!) e quindi si lascia corteggiare. Quando però arrivano al momento topico, al climax di massima espressione dell'amore, si insomma al trombaggio, K.K. capisce che se prova a infilzare la pulzella con cotanta "virilità", lei potrebbe diventare un pokino isterica e costringerlo a lavare i piatti e a guardare Vivere per tutta la vita. Quindi K.K. entra in depressione e alla fine decide di buttarsi da un grattacielo e sfracellarsi al suolo, perchè come si dice "si vive senza tutto, ma non senza patata...". Lei capisce di aver perso "l'uomo" della sua vita e tenta il suicidio, ma poi guardandosi intorno vede tanti "scimmioni" di dimensioni più normali e quindi decide di sposare un vecchio miliardario...
Questa in soldoni la trama di King Kong, ultima fatica di Peter Jackson, regista Neozelandese con il pallino per lo scimmione. Dopo i fasti della trilogia del Signore degli Anelli (sempre sia lodata!!!), Peter non riesce più a fare un film corto. Quindi mette sul piatto 2 ore e 50 minuti di pellicola, inserendo talmente tante cose diverse da utilizzare comodamente per fare 3 film diversi.
La prima oretta è uno spaccato sugli anni '30, con tantissimi particolari mostrati e con l'introduzione di tutti i personaggi (fra cui la pulzella, una bellissima e bravissima Naomi Watts). Poi si passa per un'oretta nell'isola di K.K. (e qui mi kiedo come mai gli autori non abbiano inserito un sottotitolo al film, tipo "King Kong vs Jurassic Park") dove ne succede di ogni, dall'arrivo dello scimmione, ai dinosauri, passando per una tribù indigena, bestiacce varie, voli pindarici, ricchi premi e cotillons ecc. ecc. Insomma, spettacolarità pura, effetti speciali a gogo, na roba da perderci gli okki. Poi nell'ultima parte, quando tutto si risposta a New York, il film si placa(rispetto all'isola) e diventa una sorta di drammone strappalacrime, con K.K. che va in centro con la bella per un "Ape", ma poi decide di arrampicarsi sul grattacielo più alto mentre viene bombardato a destra e manca da cannoni e aerei, e infine per salvare il suo amore si lascia morire cadendo dal grattacielo. Sigh!
Ma quindi il film è brutto? Secondo me no, è forse un po troppo prolisso e un po' troppo spettacoloso e fracassone nella parte centrale, ma tutto sommato il buon Peter è riuscito a fare un film godibile e che fortunatamente non annoia (vista la durata...).
Pollice alto per me che sono un fan di Peter Jackson, pollice mezzo per gli altri.

Elizabethtown

Adoro Cameron Crowe.
Lo adoro da quando vidi per la prima volta Jerry Maguire e Almost Famous. Mi è sempre piaciuto il suo modo di sviluppare i film(a parte Vanilla Sky), di inserire tantissimi brani nella colonna sonora, di come riesce a sommergerti di note, grazie all'utilizzo di splendide canzoni. Perkè Cameron, si sa di musica ne capisce (la storia di Almost Famous è ispirata alla sua vita reale) e non passa un minuto nei suoi film, dove la musica non sia protagonista.
La trama è sommariamente questa: dopo aver causato alla ditta per cui lavora danni per centinaia di milioni, Drew Baylor (Orlando Bloom) viene licenziato e spedito a casa, con conseguente rottura con la fidanzata, Ellen. Durante il viaggio ad Elizabethtown, sua città natale, incontra la hostess Claire (Kirsten Dunst) che gli farà ritrovare l'amore e la fiducia in sè stesso...
Il viaggio di Drew, è il percorso che chiunque è chiamato ad affrontare ogni qualvolta subisca delle delusioni, dei fallimenti, dei fiaschi nella vita. Claire rappresenta la forza che ci sostiene e ci aiuta ad uscire dalla situazione in cui siamo per ricominciare a vivere. Il messaggio di Crowe, credo sia questo, di credere comunque in se stessi, nonostante le avversità e di riscoprire le nostre origini e il valore della famiglia. Tutto bene qundi? Non direi.
Orlando "Non sono più un fottuto elfo" Bloom è diventato il più sopravvalutato attore di Hollywood, che si trova anke a suo agio in pellicole action, ma che naufraga miseramente dove serve un minimo di dote d'espressività. La Kirsten "sono la pupa di Spiderman" Dunst (che personalmente non sopporto), invece se la cava, giocando molto con la sua faccetta buffa.
Ah si c'è anke Susan Sarandon (la mamma di Drew), che però non colpisce più di tanto, relegata ad un ruolo tutto sommato marginale.
Pollice alto, per chi ama le immagini piene di musica, pollice mezzo per gli altri.

Mr. & Mrs. Smith

La figaggine si sa tira molto, donnine super sexy e ometti muscolati, attirano la gente nelle sale come api sul miele. Quindi cosa hanno deciso di fare quei geni della 20 Century Fox? "Mettiamo insieme i due figli prediletti della maranza in un solo film?" Yeaahhhhhh!!! Yuppy!! Wonderfull!!! Scrosci di applausi nella sala riunioni della Fox, tutti eccitati dalla nuova grandissima idea...
Stronzate! Il film è brutto, punto.
Non c'è un granchè altro da dire. Ah bè per chi fosse vissuto su Marte negli ultimi mesi i due protagonisti sono "Labbra Tonanti" Angelina Jolie e "Homo Bonis" Brad Pitt, mai scelta fu più azzekkata, infatti i due ancora oggi si ciucciano allegramente, fanno figli e si sposano per finta (forse nessuno gli ha detto che le riprese sono finite...).
La regia è affidata a Doug Liman, regista del primo Bourne Identity(alè), mentre la sceneggiatura(?!???!!???) è affidata a Simon Kingberg, uno che ha scritto anke la sceneggiatura di XXX: the next level( e questo la dice lunga....).
Altre cose? Si bè c'è anke Vince Vaughn(se non sapete chi è non meritate di ridere), ma quasi non ci se ne accorge, la storiella è scialba dall'inizio alla fine, i due protagonisti ci deliziano con due espressioni facciali (come mi faceva abilmente notare un'amica) e la parte action è si fracassona, ma un po anonima.
Salvo solamente qualche siparietto di vita coniugale inserito in momenti action, qualche sorriso m'è saltato fuori in faccia. Ah bè si un'ultima cosa: credevo che il protagonista di Transporter 2 fosse lo skiva pallottole per eccellenza, bè è un dilettante rispetto ai coniugi Smith...
Pollice verso.
P.S. Se sbavate per uno dei due protagonisti, o per entrambi, guardatelo senza riserve e se possibile piazzate il cervello in un altra stanza, vi divertirete molto di più...

17.3.06

In Mezzo Scorre il Fiume

Tema: In mezzo scorre il fiume.
Svolgimento: Due fratelli, molto diversi fra loro, nel Montana di prima della Prima Guerra Mondiale, sono accomunati dalla passione per la pesca.
Fine.
Tutto qui? Più o meno. Diciamo che il film in sè è piuttosto piatto. Nessun sussulto, nussun colpo di scena (uno in realtà, ma è telefonato), nessuna tensione. Tutto estremamente tranquillo, come il fiume in cui pescano i due fratelli. Ed effettivamente pensandoci, se questo è il suo scopo, l'ha bekkato in pieno. Quasi due ore di estrema tranquillità, di paesaggi bellissimi (le imamgini che scorrono sembrano tante cartoline del Montana) e di pesca sportiva. In realtà c'è anche la lenta maturazione dei due fratelli, che da semplici ragazzotti di paese, prenderanno le proprie strade e le proprie decisioni per entrare nel mondo degli adulti e per capire in che modo collocarsi nella skakkiera della società di allora.
Che dire ancora, Robert Redford dirige, c'è un Brad Pitt d'annata (siamo nel 1992), Craig Sheffer e Tom Skerritt.
Pollice verso per me, ma sicuramente a chi piace il genere lo troverà interessante (ovvietà mostruosa mhuahahahaahhah).

16.3.06

L'Impero dei Lupi

L'impero dei lupi è un film strano. E' uno di quei film che ti fanno pensare "...ma se avessero messo un po' più di questo e un po' meno dell'altro sarebbe una figata...". Un tentativo, non riuscito appieno, di amalgamare una storia di mafia (turka per l'occasione), con una spystory (servizi segreti francesi) e un poliziesco (serial killer dove sei?). Il tutto risulta un po' confusionario e stukkevole in alcuni frangenti, non lasciando scorrere in modo preciso la storia. Succedono tante cose, continuamente e il povero spettatore si ritrova a dover seguire due o più trame contemporaneamente, che lo lasciano un po' spiazzato. Lo sceneggiatore Jean-Crhistophe Grangè, conosciuto scrittore francese che annovera fra i suoi libri il bellissimo Fiumi di Porpora, questa volta non riesce ad sintetizzare tutte le sue idee in una trama degna di questo nome. Tutto da buttare quindi? Direi di no. Nonostante la difficoltà che si incontra nella visione, il film si lascia guardare, propone alcuni momenti di buona suspance ed azione e ci regala un Jean Reno sempre sugli scudi, capace con la sua mitica "faccia" di farci sorridere in più di una occasione. Lascia un po basiti il finale, semplicemente perkè da la sensazione di essere troppo veloce e troncato di netto, senza approfondire "il dopo"...
Pollice mezzo per me, non è indispensabile vederlo, ma un noleggio lo vale.

15.3.06

The Interpreter

Silvia Broome (Nicole Kidman, bona bona!!!) è un'interprete di origini sudafricane che lavora alle Nazioni Unite da diversi anni. Un sera, per caso, si ritrova ad ascoltare una conversazione su quello che sembrerebbe essere un complotto per uccidere il dittatore del Matobo, Edmund Zuwanie, stato in cui lei ha vissuto per tanto tempo. Ovviamente viene vista e da quel momento la sua vita è in pericolo. All'agente dell'FBI Tobin Keller (Sean Penn) viene affidato il caso e nonostante un iniziale scetticismo, aiuterà Silvia nella ricerca della verità. In poche parole questa è la trama, in cui Pollack inserisce opportuni colpi di scena, uno su tutti il pedinamento dell'Fbi a tre individui che finisce col il ricongiungimento dei tre in un unico luogo e con una drammatica rivelazione. Bravi gli attori, bravo il regista, bravo il direttore della fotografia, bellissima la cornice delle Nazioni Unite, che ha aperto per la prima volta i suoi saloni al cinema, bravi tutti insomma. Film perfetto? No, direi di no... Perkè una pekka c'è: il film è tanto avvincente nella parti spionistiche, quanto palloso quando si ferma e sposta tutta l'attenzione di chi guarda, sulle vicende personali di Silvia e Tobin. Il problema è che sono noiose e non riescono proprio a risultare interessanti. Non ci interessa se il fratello della Kidman/Silvia non le parla più, se in Matobo hanno strane usanze, se non riesce a dormire perchè a problemi intestinali(lol) e neanche ci interessa se Penn/Tobin ha perso la moglie in un incidente, provocato dall'amante con cui lei era scappata, fra l'altro come ammette lui stesso "...era già andata via altre volte, ma era sempre tornata..." quindi essendo un vizio, o lei era un troione, oppure lui è una mezza cartuccia, ergo, giusta punizione. Pekkato per queste pause, altrimenti sarebbe stato veramente un grandissimo film.
Pollice mezzo, ma merita la visione.

14.3.06

Transporter 2 Extreme

Quando il cinema è emozione, sentimento, spettacolarità non ci si può che inkinare davanti al video e ringraziare Dio che ci ha donato cotanta bellezza.... Mo va a cagher va!!! Babba bia credevo che con il primo avessero veramente fatto il massimo, invece qui si sono superati in tutto per tutto!!! All'inizio pensi "bene è un film action, un po sbragone ok, però si può guardare..." e poi ti ritrovi ad osservare Frank Martin (Jason Statham che è ufficialmente diventato il più grande tamarro della storia del cinema superando anke il buon Vincenzo Gasolio) che vola con la macchina, da un palazzo all'altro, combatte come neanche Neo era riuscito a fare e riesce pure a impattare in mare con un aereo rimanendo in piedi senza nessun appiglio, oltre che a rimanere vivo, sempre, e con poki acciakki...
Poi dai il cattivo!!! Ma che razza di kattivo è? Mi spiegheranno prima o poi perkè se c'è un kattivo italiano deve parlare meridionale? Ma sempre? Comunque sto parlando di Alessandro Gassman e qui mi fermo.... Sarebbe stato tutto molto più bello se avessero dotato il buon Jason di una tuta da supereroe, così almeno era tutto giustificato.
Due possibili giudizi: pollice alto se vi piacciono i film fracassoni, impossibili e senza nessuna pretesa, ma proprio nessuna è!!
Pollice verso per tutti gli altri...
P.S. Luc Besson(producer e sceneggiatore del film) per cortesia smettila.....

13.3.06

The Big White

Paul Barnell(Robin Williams) è un tipo un po sfigato. La sua agenzia di viaggio sta fallendo, sua moglie(Holly Hunter) soffre di alcuni disturbi neurologici, dalla sindrome di Tourette ad altri meno identificabili e abita in Alaska, che per pur bella che sia, ha un clima che romperebbe le palle ad un Husky. Per salvare il salvabile decide di provare ad incassare l'assicurazione del fratello scomparso da 5 anni, ma un cinico e spietato assicuratore(Giavanni Ribisi) glielo impedisce scovando cavilli burocratici insormontabili. Il ritrovamento di un cadavere nel cassonetto dei rifiuti davanti al proprio negozio, gettato via con un po' di superficialità da due improbabili killer, farà balenare in testa a Paul l'idea di utilizzarlo per fregare l'assicurazione, con risvolti più che catastrofici.
Che dire di questo film, una comedy-noir deve essere si noir ma anke comedy e purtroppo in questo film le parti comiche sono troppo ridotte, in realtà lasciate alla sola moglie di Paul, che si scaglia contro chiunque con parole e parolacce. La contrapposizione fra la vita di Paul e la vita di Ted, l'assicuratore, che si incontrano, ma soprattutto si scontrano non è che poi sia il meglio della vita e lascia un po indifferenti, freddi. Il film comunque è carino, si lascia guardare senza troppi affanni anche se un po più di comicità, secondo me, avrebbe giovato.
Pollice mezzo.

10.3.06

I segreti di Brokeback Mountain

Un film che parla di argomenti scottanti e che viene sbandierato ai 4 venti come un capolavoro da riviste, siti internet e carta stampata, di solito, si rivela poi una mezza cartuccia che se va bene si fa guardare. Mi sono avvicinato a questo film, più per curiosità che per la reale voglia di vederlo, non perkè parli di una storia fra omosessuali, ma perkè in generale non amo molto i film sulle storie d'amore, gay o no. Bè devo dire che alla fine della visione sono rimasto veramente sorpreso di questo film. Non so se sia il capolavoro che dicono, ma comunque ha avuto il grande pregio di riuscire a farmi provare delle emozioni (gioia, tristezza, comprensione, rabbia) e quindi credo che abbia raggiunto il suo scopo principale.
La storia, ambientata alla fine degli anni '70, parla di due ragazzi Cowboy che si conoscono ad un "ufficio di collocamento" per mandriani, dove accettano entrambi un lavoro e partono per pascolare un gregge di pecure sui monti per 6 mesi. Dopo essersi conosciuti piano piano, conversando, all'improvviso una notte scoppia la scintilla della passione. Saranno i panorami, sarà la solitudine, sarà che non c'è una favazza a parte loro e le pecure, i due si ritrovano amanti. Finito il lavoro sono costretti a lasciarsi per seguire strade diverse, ma riusciranno a ritrovarsi ogni tanto e continueranno ad amarsi, nonostante i problemi dovuti alla società retrograda, alle famiglie e a loro stessi... Fino a quando...
Qui mi fermo per non rovinarvi la trama.
Molto bravi i due attori, non credo sia stato facile interpretare un ruolo così, stupendi i paesaggi che fanno da contorno e bravo anche Ang Lee (il regista) a non calcare troppo la mano e a non far passare per due kekke isteriche i due Cowboy.
Da vedere sicuramente. Pollice alto.

Teatro??? Inkredibile!!

Ieri sera niente film, ma un piacevole spettacolo teatrale di Raul Cremona. Il grande comico, in splendida forma, ci ha intrattenuto per circa 2 orette con il suo nuovo show. Lo spettacolo è stato diviso in due tempi dove, ad una prima parte incentrata sui trukki di magia e il mitico personaggio del Mago Silvano, si è contrapposta una seconda parte dove Raul ha dato vita a due dei suoi personaggi più famosi: Homen e Iacopo Ortis. Battute, giochi di magia, musica e tanta partecipazione del pubblico sul palco, hanno fatto in modo che sia stata una bella serata di allegria. Bella lì!!!

9.3.06

High Crimes - Crimini di Stato

Allora tanto per chiarire gli High Crimes non sono i crimini delle persone alte (lol), ma crimini molto cruenti.
In quasi tutti i film ambientati in America, questi crimini sono compiuti da militari babbei che ammazzano chiunque giustificandosi poi dietro alla mitica frase "...ba be l'hanno ordinato...". Bene.
Qui abbiamo un bella donnina in carriera, avvocato superfigotto (Ashley Judd), che un bel giorno vede il sul bel maritino falegname (James Caviezel) arrestato come se fosse Bin Laden sceso in terra Americana. Da qui comincia una discesa negli inferi del dolore e della.... ehm no non è proprio così..... da qui lei scopre che il suo amato compagno non è proprio quel pezzo di pane e nutella che credeva, ma che è stato un Marine delle forze speciali ed è accusato di una strage di 9 persone avvenuta 12 anni prima. Ovviamente, essendo avvocato, si impegna per dimostrare l'innocenza del maritino, grazie anche all'aiuto di un ex avvocato dei Marine (Morgan Freeman), nonostante la sua dolce metà gli abbia raccontato un milione di vakkate per un sakko tempo. Mi fermo qui per evitare spoiler sulla trama.
Filmetto godibile, forse un po rallentato in alcune parti e un po sentimentalone in altre (JJ Rulez), ma comunque un buon passatempo per quasi 2 orette in relax.
Ultima annotazione: mi è piaciuta molto la parte di Morgan Freeman, un avvocato sopra le righe che va in giro in Harley, giubbetto di pelle e dalla battuta sempre pronta.
Pollice mezzo.

8.3.06

Hostel

Hostel, chi è costui? Un filmetto tutto sommato trascurabile credo. Lo ammetto, sono andato al cinema per placare la mia sete di sangue e morte (tanto sbandierata dal trailer e da certi siti di recensioni cinematografiche), ma alla fine mi sono ritrovato a vedere per un'oretta buona tette e culi (belli per carità, ma dopo un pò...) e per mezz'ora un po di mutilazioni e amenità varie che non mi hanno particolarmente impressionato. Speravo in qualcosa di più. Fortunatamente non riesco ad addormentarmi su una poltrona, altrimenti per la prima oretta un pisolo l'avrei fatto anche volentieri (cosa che invece è riuscita benisimo ai due amici con cui sono andato a vederlo). Poi il nome altisonante di Tarantino viene sbandierato ai 4 venti come se fosse tutto suo il film, quando in realtà centra poko o nulla. Qualcuno mi ha detto che sono troppo "Splatter dentro" per poter ancora apprezzare un pò di truculenza gratuita e forse è anche vero, ma comunque il problema delle scene forti che ci sono (perchè alcune ci sono intendiamoci) sta nel fatto che arrivano senza che lo spettatore sia in tensione o si stia chiedendo che abominio ci sarà nella prossima scena. Sulla trama(?!?) voglio soprassedere tanto non è che ci sia : )
Pollice verso....
Forse piacerà al Ciospo e Teo....

Il Castello Errante di Howl

Miyazaki è un signore e su questo non c'è nessun dubbio. Crea favole per bambini e adulti e le trasforma in immagini suggestive. Il suo ultimo film non è sicuramente il più riuscito fra quelli che ha prodotto, ma comunque, personalmente, l'ho stragoduto. Una storia carina e di buoni sentimenti, con riferimenti all'assurdità della guerra e alle problematiche della vecchiaia. Miyazaki ci propone personaggi veramente magici. Il cane e lo spaventapasseri sono incredilmente divertenti e ogni volta che appaiono sullo schermo fanno sbellicare dalle risate. Howl è carismatico al punto giusto, Sophie è dolce, ma senza cariare i denti e tutto il cast si comporta in modo egregio. Pollice assolutamente in alto, nonostante alcuni buchi della trama che rimangono vuoti fino alla fine e vengono tappati in fretta e furia senza una ragione ben precisa... Bello bello!!!!