11.7.06

Silent Hill

Trama: una giovane donna, Rose, è alla disperata ricerca della figlia scomparsa nella deserta e spettrale cittadina cittadina di Silent Hill...
Svolgimento: si prende il 50% della storia del primo episodio videoludico uscito anni fa sulla Playstation, lo si miskia con il 35% del secondo episodio, una spruzzata del terzo e quarto e il gioco è fatto! Abbiamo ottenuto una cagata perfetta.
Non sono assolutamente d'accordo con tutti quelli che hanno scritto nelle loro recensioni, che ho letto in internet, che il film sarebbe stato apprezzato solo da quelli che hanno giocato con i videogame. Io ci ho giocato e il film mi ha fatto skifio lo stesso. Perkè? Perchè comunque per pur curato che sia e nonostante un impatto visivo sicuramente destabilizzante sia all'inizio, sia quando Silent Hill cambia "pelle", manca sostanzialmente del fattore più importante per un film: una trama interessante.
Tutte le scene sono slegate fra di loro, la protagonista trova i vari oggetti che le servono come nel videogame, in ordine perfetto, in modo da poter essere utilizzati nella scena successiva, i personaggi secondari entrano ed escono senza lasciare traccia e senza che nessuno si degni di spiegare chi cazzo sono. Tutto come nel gioco. Il problema è che mentre giochi con il joypad in mano, seduto davanti alla tv al buio e controlli tu il personaggio, sparando, skivando i mostri e risolvendo gli enigmi, ti diverti, ti spaventi ed entri in Silent Hill. Guardarlo fare ad un altro senza muovere un dito è francamente frustrante.
Pollice verso. Pekkato, credevo molto nel film quando avevo visionato il trailer tempo fa.
P.S. L'unica cosa che ho veramente gaduto sono stati un paio di momenti splatter veramente ben fatti.

4.7.06

American Dreamz

Martin Tweed (Hugh Grant) è il conduttore/ideatore della più famosa e importante trasmissione del mondo: American Dreamz. Tutto il mondo cerca di partecipare alal sua trasmissione, tutti vogliono entrare nel mondo dorato della tv e lo vogliona fare attraverso questa trasmissione. Una giovane ragazza di provincia Sally Kendoo (Mandy Moore), che non si fà scrupoli di utilazzare il suo ex ragazzo tornato dalla guerra in Iraq, come pretesto per essere mata dal pubblico, un rabbino rapper, che manda affanculo tutti senza distinzione e razza, un musulmano che venuto in America a trovare gli zii, dovrà decidere se farsi saltare in aria dopo aver stretto la mano al presidente.
Tutto in funzione della finale, tutto per diventare i re di American Dreamz. Ovviamente ad ogni personaggio capiteranno varie peripezie che trasformeranno la loro vita di male in peggio.
Che dire di questo film, speravo che fosse un buon film, un qualcosa che mi rimasse impresso e invece è scivolato via senza lasciare traccia. Hugh Grant è si antipatico, ma alla fine non così stronzo, la tipa è troia, ma poi... L'arabo, nonostante l'odio verso l'america, è dotato di coscienza profonda. Poi c'è la figura del presidente degli stati uniti che dovrebbe suscitare ilarità e invece è talmente troppo stupido che ti fa un po' pena e tenerezza.
Il finale non è male e sicuramente la satira sull'esercito di "zombie" che sta in tv o che vive per la tv è divertente, però tutto sommato questo film non mi è piaciuto.
Pollice verso, un'occasione sprecata.

Shutter

Nel buio di una strada desolata, Jane e Tun investono inavvertitamente una donna. Fuggendo dal luogo dell'incidente, i due fidanzati decidono di abbandonare il cadavere in mezzo alla strada. Quindi fanno ritorno a Bangkok, sperando di dimenticare quell'incubo il più presto possibile. Ma dopo quella tragica notte la loro esistenza non sarà più la stessa...
Parte bene questo film, ti mette addosso una certa tensione emotiva e una certa curiosità dovuta la fatto che a poko a poko il fantasma si inserisce in quasi tutte le foto che Tun scatta a matrimoni e lauree. Poi però dopo circa 40 minuti, all'ennesimo BUUU sonoro (tutti telefonoti fra l'altro) cominci a spazientirti e l'attenzione scema quasi subito. Un peccato visto le premesse, ma francamente da metà in poi mi sono un po' rotto le palline. La trama si inkasina un po', alcune scene sembrano messe un po' li così a pippa de cocco e quando arriva il finale un sospiro di sollievo non te lo toglie nessuno. Unica scena veramente degna di nota è quella nello studio fotografico di Tun, dove la luce si spegne e solo i flash intermittenti delle makkine fotografiche illuminano il fantasma che insegue, tocca, e spaventa Tun. Un po' pokino secondo me.
Ne avevo letto bene, ma alla fine s'è rivelato la solita boiata.
Pollice verso.
P.S. Un ultima cosa: basta e dico basta ai fantasmi coi capelli corvini che si muovono tutti strani e che camminano sul soffitto, basta.